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Metodologiche didattiche innovative

La tesi di laurea di Camilla Forcellini

Metodologiche didattiche innovative

La tesi di laurea di Camilla Forcellini

Con la mia tesi di laurea, intitolata “I processi di comprensione e di scrittura per lo sviluppo delle abilità di studio: una ricerca empirica in una classe quinta primaria”, si è voluto approfondire il forte nesso che unisce lo studio, la motivazione e le pratiche di insegnamento-apprendimento.

Il caso studio:
le classi quinte di Sedico
In particolare, la ricerca si è svolta ed ha avuto come protagoniste due sezioni della classe quinta primaria del plesso sedicense dell’Istituto comprensivo Sedico-Sospirolo.
Il progetto prevedeva un confronto sia iniziale che finale tra le due sezioni, la prima delle quali sottoposta all’intervento diretto di tecniche e metodologie innovative dal punto di vista didattico-pedagogico da me proposte, mentre la seconda al normale svolgimento didattico.

Le ore di intervento nella sezione sperimentale sono state affrontate principalmente lavorando sull’incremento e il potenziamento delle abilità di studio a partire dal testo espositivo e dalla tecnica laboratoriale del Jigsaw, incentivando una didattica co-costruita e co-partecipata.

To know by heart
In inglese, il termine “imparare a memoria” viene tradotto con la frase “to know by heart”, ossia “imparare con il cuore”. Anche per questo motivo, durante questa ricerca, la lezione frontale ha subito un brusco declassamento affinché gli alunni potessero avere l’opportunità e il diritto di approfondire e riconoscere le proprie e personali abilità di studio.

Quello che la tesi desidera fare emergere è il fatto che se ad un alunno, che si dimostra essere bisognoso di una strategia visuo-spaziale, io, in qualità di insegnante, fornisco materiali e strumenti che si focalizzano maggiormente su una strategia fonologica ( invece di rendere plastico in maniera costruttiva l’adattamento cognitivo dell’alunno allo studio), disfunziono quello che è in quel momento necessario all’ottenimento del risultato.

Per questo motivo, durante l’intervento, sono stati forniti agli alunni più materiali e strumenti per raggiungere, attraverso diverse strade, lo stesso obiettivo di apprendimento, che in questo caso era lo studio dell’antica civiltà romana.

Un metodo flessibile e inclusivo
Mi ha interessato, dunque, riuscire nell’intento di trasmettere agli studenti un particolare metodo di lavoro e di ricerca che, al suo interno, prevedesse lo sviluppo attivo e concreto delle abilità cognitive di ogni singolo alunno. Non si è trattato di un metodo fisso bensì di un metodo flessibile e inclusivo. In questo modo, infatti, non esiste più l’alunno che si sente escluso dal gruppo classe perché studia su apposite schede proposte solo per lui dall’insegnante, dal momento in cui ciascuno è libero di scegliere lo strumento più adeguato e che rispecchi e rispetto il proprio modo di pensare ed agire sul mondo, che sia esso un video o un testo scritto, delle immagini con didascalia oppure un lavoro più concreto e pratico.

Infine, le ipotesi di ricerca sono state confermate e ciò dimostra come sia possibile, nonché auspicabile, un’introduzione positiva e consapevole a tutto ciò che riguarda l’attività dello studio ma anche la lifelong education (educazione permanente).

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