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Me insogne de not

Il docufilm dedicato alla valle di San Mamante

Me insogne de not

Il docufilm dedicato alla valle di San Mamante

Un successo straordinario per il docufilm “Me insògne de nòt”, presentato per ben due volte con il tutto esaurito al Teatro “San Gaetano” di Castion, a conclusione della rassegna “Emozione montagna” proposta dalla Pro loco Pieve Castionese. La chiave del successo risede nel paesaggio protagonista del video, l’affascinante valle di San Mamante, ma anche nella narrazione suggestiva, che alterna scorci di natura ad approfondimenti con interviste. Un documento prezioso che racconta per immagini luoghi, momenti di comunità, ricordi e leggende.

“Me insògne de nòt” è la storia presente e passata di questa amena, affiscante e intrigante valle collocta alle pendici del Nevegal. Una valle, come spiegano gli artefici, «dove capeggiano i sogni per rivivere le emozioni e le aspettative a futura memoria». Una realizzazione filmica, il cui soggetto è nato da un’idea di Roberta Balcon, che da anni andava alla ricerca di narrazioni e impressioni di vita vissuta e fantasia popolare, e ha poi trovato spazio nella trasposizione in filmato grazie alla regia di Marco Cassol, appassionato di montagna e di ogni forma di avventura e ricerca, noto per l’intrinseca passione nella realizzazione di produzioni dedicata a storie e aneddoti locali.

Roberta e Marco sono saliti sul palco e hanno presentato il docufilm cercando di far vivere agli spettatori un viaggio dalla durata di 50 minuti nelle storie e nei luoghi misteriosi di una valle così ricca di tanta bellezza tra cascate, anfratti, risorgenze e fonti miracolose.

Nel docufilm la valle si racconta grazie alla voce caratteristica prestata da Silvana Vignaga, intervallata dal viaggio di due viandanti, Alessandro Bacchetti e Valter Salvadori, che conducono gli spettatori nei luoghi caratteristici, lasciando presto spazio alle emozionanti interviste di cinque personaggi storici del luogo (Mario D’Incà, Igino D’Incà, Giampaolo Bortot, Isidoro Tormen e Celeste Balcon), che – con grande passione e ricchezza di particolari – hanno arricchito il documentario con racconti misteriosi di animali mostruosi e di luoghi mistici. Gli “anziani” del posto, infatti, sono i custodi di un tesoro di conoscenza del territorio che sfuma delicatamente in misteriose leggende. La narrazione è accompagnata da spettacolari immagini e dai suoni del bosco per un’esperienza totalmente immersiva.

Alla prima del film, al termine della proiezione, lo speaker Luca Sovilla ha chiamato sul palco i vari partecipanti in veste di comparse, dove sono state lette due poesie a soggetto della valle in dialetto, l’una arcaica e l’altra modernizzata, scritte da Celeste Balcon e da Rufus.

Dopo la doppia tappa castionese, lo spettacolo sarà replicato anche in terra sospirolese, durante la festa campestre di fine luglio a Prà de la Melia.

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31/05/2024

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