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Mauro Bianchet

La sintesi dell'immagine in mostra a Trichiana

Mauro Bianchet

La sintesi dell'immagine in mostra a Trichiana

“Per me la fotografia non è né un mestiere né una professione, ma è la realtà della mia vita, dopo gli affetti della famiglia e dell’amicizia.” – (Franco Fontana)

Non fotografo quello che vedo ma quello che vorrei vedere.» Sono queste le parole di Mauro Bianchet, le cui immagini evocative sono in mostra a Trichiana fino al 12 giugno. L’esposizione fotografica si trova al Bar Caffè Al Monumento, in Piazza Toni Merlin, ed è possibile visitarla dal martedì alla domenica in orario di apertura del locale (ore 8-22). Immagini semplici e pulite che ci presentano il mondo visto attraverso lo sguardo e l’obiettivo dell’artista sospirolese. Il titolo della mostra è “Paesaggi”, ma i soggetti sono svariati e riassumono il percorso dell’autore: dalle foto di Burano, luogo a cui Mauro è molto legato, ai paesaggi nostrani, fino alle montagne.

Gli scatti sono semplici, puliti e minimali. Sono dettagli che colpiscono, quelli che ognuno vede quotidianamente ma su cui l’occhio frenetico non riesce a soffermarsi, facendoli passare inosservati nella moltitudine dei pensieri. «Tutto il mio lavoro si fonda sulla sintesi totale. Insomma, tolgo e non aggiungo mai. Cerco il particolare, il pezzo di muro, l’angolino, il ramo che si curva, un segno o un punto» racconta Mauro. «Non è sempre facile. È necessario liberare la mente dalle imposizioni. Come diceva Picasso, io non cerco, trovo.»
Infatti, spesso è proprio il caso a presentare all’artista dei soggetti per i suoi scatti, durante una passeggiata o un’esplorazione.

Mauro non ama definirsi un fotografo, piuttosto un pittore in cerca del quadro perfetto che il mondo ha da offrirgli. La macchina è il suo pennello. «Il mio rapporto con la fotografia è molto intimo. Quando scatto mi sento come un pittore dell’Ottocento, un Van Gogh o un Monet, che non sapevano cosa fossero i cavi elettrici che oggi deturpano i muri delle case. Insomma, quello che vedo è brutto e voglio abbellirlo, per una questione di purezza» continua l’artista.
«Quindi modifico gli scatti, li rendo più puri eliminando gli elementi che non sono necessari e che deturpano l’immagine.»

Si lascia affascinare dagli animali, che passerebbe ore e ore a osservare. Il suo grande amore è il Lago di Vedana, di cui possiede oltre 3mila immagini, soprattutto se avvolto dall’atmosfera silenziosa della nebbia. A volte scatta una foto e scopre qualcosa al suo interno riguardandola successivamente. Ingrandisce il dettaglio e lo fa diventare un’immagine a sé. Come l’opera che tanto ama, raffigurante un melo tra le canne tagliate del mais, in un paesaggio immacolato dalla neve.

«Certe manifestazioni della natura mi emozionano particolarmente: un’alba, un uccello, un albero. Mentre osservo c’è questo sentimento che nasce, e con il desiderio di trattenere quell’immagine scatto. È difficile da spiegare, a volte faccio delle foto che a me dicono molto ma non vengono percepite dalle altre persone. È un momento intimo, un istante significativo e personale che se ne va in un attimo. Ricordo ancora la commozione quando ho visto il sole sorgere da dietro la Tofana di Rozes, come puoi spiegare quel sentimento» racconta Mauro.

Oltre alla mostra a Trichiana, fino all’8 maggio è possibile visitare un’altra esposizione di Mauro all’Antica Trattoria Marta d’Oro a Levego, dove saranno presentati numerosi nuovi lavori. Tra i progetti futuri una mostra sul Lago di Vedana e – chi lo sa – magari un bel libro fotografico.

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