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Mauro Baldissera

un viaggio negli effetti speciali

Mauro Baldissera

un viaggio negli effetti speciali

Chi di voi non si ricorda di Emiliano, il celebre e simpatico topolino dello spot Parmareggio? Ma conoscete anche il suo “papà”? Chi gli ha dato vita, grazie alle animazioni 3D, è il feltrino Mauro Baldissera, firmatario in un certo senso di un brevetto “fantastico” come il piccolo roditore. A modo suo, un brillante inventore come il protagonista della nostra copertina, Riccardo Lovat, anche se in un altro campo. Classe ’76, Mauro vanta ormai vent’anni di esperienza professionale nel settore pubblicitario, del cinema, dei videogiochi e dei videoclip musicali. Oggi è responsabile e docente dei corsi di Computer grafica 3D presso Skyup Academy e, in questo numero dedicato all’imprenditoria, non poteva mancare la conoscenza col magico mondo del digitale.

Un universo apparentemente immateriale, ma ben concreto invece per Mauro, appassionato sin dall’infanzia di effetti visivi (certo, lui non si scorda film cult come “Jurassic Park” e “Star Wars”), che, a metà anni 90 (mica c’era Internet dove trovare informazioni!), decide di inseguire questo sogno di lavorare con il 3D… e quant’era difficile – ricorda oggi – spiegarlo in famiglia…

«A vent’anni circa ho iniziato a lavorare nel campo del design di locali per Heineken, poi è arrivato la collaborazione per la realizzazione di video musicali per artisti come Laura Pausini o gli 883 – ricorda. Naturalmente ho dovuto lasciare la provincia di Belluno, dove questo mondo era pressoché sconosciuto, e sono iniziati i miei spostamenti in molte città come Treviso, Verona, Milano, Roma, Parma. Ho lavorato a Cinecittà per alcuni film e poi in campo pubblicitario, dove sono stato responsabile, tra le altre, della campagna con il topolino di Parmareggio. All’estero, in Nuova Zelanda, ho lavorato a film importanti come “Avatar”, “Lo Hobbit”, il remake di “Tintin”». E poi via verso il Regno Unito, la Spagna, l’Australia (qui ha lavorato per la Fox per la serie di film dedicati al mondo Lego).

Ma cosa significa nel concreto animare in 3D? «Mi occupo di realizzare dei personaggi in digitale, che poi verranno “mischiati” con riprese reali. Con la modellazione 3D, in pratica, “scolpisci” un personaggio col pc, come se lo facessi nella creta. Con il film “Avatar”, ad esempio, ho fatto il “barbiere digitale”, pettinando i capelli dei personaggi blu, oppure ho colorato gli ambienti dei Lego, facendo in quel caso il “pittore digitale”».
Con questo invidiabile curriculum, Mauro ha fatto da pochi anni ritorno a Belluno aprendo, nel 2017, la Skyup Academy: un’accademia, appunto, che in due anni è diventata nota a livello nazionale, ottenendo poi importanti certificazioni. «Qui insegno tecniche del cinema ed effetti visivi, cercando anche di indirizzare gli studenti al mondo del lavoro, per esempio aiutandoli nell’inserimento di realtà con cui collaboro come Pininfarina o Ferrari, e anche a livello locale, visto che nello stabilimento Luxottica di Agordo c’è un reparto digitale. Non mancano poi le attività in provincia, come i campus o la scuola di cinema a Feltre».

Nata inizialmente nella piccola San Gregorio nelle Alpi, ospitata nella struttura della Fondazione “De Conz”, l’accademia – pur mantenendo la sede legale a Feltre – si è dovuta spostare a Montebelluna, non trovando purtroppo spazi adatti nel Bellunese. Il territorio è un po’ sordo al prestigio di tenersi strette potenzialità e spesso si lascia sfuggire tali occasioni di prestigio.

In ogni caso, oggi c’è una promettente realtà che aspira sempre più a crescere. Come ci si è arrivati? «Con una motivazione elevata – spiega Baldissera. Quando ho iniziato non c’era Internet, ma solo riviste di settore per documentarsi. Ho fatto l’operaio per comprare il primo pc e studiare computer grafica. Poi ho mostrato i miei lavori alle aziende e da subito ho trovato spazio, crescendo certo nel tempo in qualità e adattandomi agli spostamenti altrove. L’andare via per lavoro non mi ha mai pesato: è bello aprire la mente, conoscere altre realtà, anche se sono sempre tornato volentieri a Feltre soprattutto in occasione di grandi eventi, come il Palio».

L’invito, dunque, a un giovane che aspiri a crescere in questo campo è quello di fare esperienze anche fuori dal proprio luogo di nascita, per conoscere il mercato, le tecniche necessarie, e magari seguire proprio dei corsi presso un’accademia che insegni com’è strutturato il mondo del lavoro… anche quello digitale!

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