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Maura: “La Rinascente” di Bes

gli ultimi negozi di prossimità tengono in vità le piccole comunità

Maura: “La Rinascente” di Bes

gli ultimi negozi di prossimità tengono in vità le piccole comunità

Per comprendere il “pianeta Maura” non basterebbero, sociologi, economisti, ci vorrebbe molto di più, perché Maura Carazzai è molto di più. Lei non è “la siora de la botèga” che gestisce dal 1995 a Bes, lei in questi 26 anni di gestione del negozio è andata oltre. Cosa significa andare oltre? Scopritelo in questa intervista a cuore aperto.

«Nel 1995 Mario Schena Maria Rosa e Selva hanno ceduto l’attività. L’abbiamo rilevata mio fratello Fabrizio ed io. Io avevo facevo l’impiegata, mio fratello era un commerciale, per entrambi fu una sfida. All’inizio riuscivamo a farci una paga discreta, poi hanno influito negativamente fattori determinanti come il calo demografico, le aperture di centri commerciali, tant’è che spesso mi son detta “ma chi te lo fa fare!”, ma ho sempre guardato il bicchiere mezzo pieno e seguo il mio istinto e il mio cuore: tengo duro.

UN RAPPORTO DI FIDUCIA
Già da subito siamo stati accolti bene, (non è difficile immaginarlo conoscendo i caratteri di Maura e Fabrizio tutt’altro che introversi!, ndr). La gente ci ha dato fiducia e noi cerchiamo di ricambiarla. Ricordo un episodio molto curioso, ma esemplificativo. Era il 2001, l’anno dell’euro. Una mattina una sioréta del paese arriva in bottega con il libretto della pensione, me lo dà in mano e mi chiede: “Putu farme al cont de la pensiòn a verder se i me ha fregà, parché mi con l’euro no ghen capise gnent e mi de ti me fide”. Son vegnesta a casa felice e ghe ho contà a Ivan me on: “Son proprio contenta, no par la giornada de ‘ncoi, o par l’incasso, ma par la fiducia che me ha dimostrà ‘sta persona”. Una cosa che ti riempie il cuore.

C’era chi faceva la spesa ancora con il libretto e poi il primo del mese, ritirata la pensione, passava a pagare. Noi cerchiamo di dare il massimo servizio, ci è capitato di andare per conto di alcuni anziani in farmacia a “cior le medesine co’ la impegantiva”, perché non avevano nessuno, o a pagare in posta dei vaglia di qualche tassa. Una fiducia reciproca mutuale instaurata negli anni. Mi capita talvolta che la gente prenda qualcosa e vada di fretta, chiedendomi di segnare. Poi io mi scordo e sono gli stessi clienti che me lo ricordano quando ritornano».

A Maura brillano gli occhi quando ricorda dei fatti legati ai suoi clienti. «Spesso mi portano i biscottini fatti in casa, una signora una volta mi portò al menestròn. Un’altra ancora, la Nela, stava comprando delle patate, ghe ho dit par scherzo:“Nela, tonghen 4-5 in pì così te me le cusina, sta sera te me le porta e dopo co’ rive a casa me fae al purè! Co’ ‘era le 7, Nela l’è rivada con la pignatela con le patate cote: eco adés te pol portarle a casa!”».

LA RINASCENTE DE BES
Una signora l’aveva soprannominata“la Rinascente de Bes” parchè là te trova tut, dal mangime, dal gas, i pellet, le legne par impizar al fogo, al carbon, la corbonela, le legne sui sachét. «Ho aggiunto diversi prodotti, perché sentivo che c’era il bisogno di avere un servizio in più».

La bottega di Maura è un punto di ritrovo. Per favorire la socialità in paese, ha messo fuori del negozio tavolini con panchine e sedie affinché, nella bella stagione, le persone possano fermarsi a fare “quatro ciacole”. Anche la vigilia di Natale i volontari del paese hanno fatto un po’ di animazione preparando delle frittelle, la gente si è ritrovata, si son scambiati gli auguri. Bisogna far qualcosa per tener vivo il paese.

LA BOCCIATA ROSA
A Bes c’è una bocciofila attiva. «Ilde Filippin ed io, da diversi anni organizziamo tornei, serate di divertimento, in alcune edizioni siamo riuscite a iscrivere anche 23 coppie, quindi ben 46 donne a giocare a bocce. Un successo incredibile per un piccolo paesino».

LA COOPERATIVA
Oltre al negozio in paese c’è anche il bar. Adesso sta cercando una nuova gestione. Assieme è l’ossatura sociale portante di Bes. Sarebbe davvero importante che potesse avere continuità, perché è un bar che funziona. Maura sta facendo “una missione”, quella di mantenere “vivi” i paesi di montagna. Finché ci saranno persone come lei, la montagna potrà avere un futuro.

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