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Mattoni contro la guerra

arriveranno ai Capi di Stato russo e ucraino

Mattoni contro la guerra

arriveranno ai Capi di Stato russo e ucraino

Un’altra iniziativa per la pace ha visto protagonista il Comune di Pedavena, e non solo, durante gli ultimi giorni di marzo. Molte le istituzioni che hanno aderito alla proposta dei sindaci di Feltre, Paolo Perenzin, e Pedavena, Nicola Castellaz, d’intesa con la Cooperativa Arcobaleno ’86 e la Comunità “Villa San Francesco” intitolata “Una carezza alla vita. Oltre le bombe degli uomini sul mondo”.

Un appello lanciato, al Museo dei Sogni, ai Capi di Stato della Federazione Russa e la Repubblica Ucraina. Come? Attraverso l’invio di due mattoni realizzati con le 199 “Terre del Mondo”, custodite presso il Museo stesso – simbolo tangibile della pace “da costruire” – agli ambasciatori di Russia e Ucraina in Italia, con l’impegno di trasmetterli poi ai rispettivi Capi di Stato assieme ad un appello firmato dagli amministratori della provincia di Belluno sensibili all’iniziativa.
Questi mattoni saranno consegnati nelle mani di due ragazzi/e, uno/a russo/a ed uno/a ucraino/a, che li faranno poi avere alle rispettive Ambasciate in Italia.

Un appello di parole forti, chiare, taglienti: “La giustizia è madre e maestra, foriera di pace, capace di volare sulle ali di tanti uomini e di varcare i confini di popoli e nazioni, per pensare e costruire assieme oltre le bombe e le armi, che vi preghiamo di far tacere immediatamente, ponendo fine a questa guerra e ricercando una pace giusta e duratura”.

Erano presenti, tra gli altri, anche il Ministro per i rapporti con il Parlamento Federico D’Incà, il Presidente della Provincia di Belluno Roberto Padrin, il Vescovo della Diocesi di Belluno-Feltre Renato Marangoni, il presidente della cooperativa Aldo Bertelle.
«Stiamo attraversando un momento estremamente difficile e drammatico; le immagini e le cronache che arrivano quotidianamente dall’Ucraina scuotono le coscienze di tutti noi e ci chiamano ad un duplice impegno: quello a sostegno delle popolazioni colpite dalla guerra – in primis nell’accoglienza dei rifugiati – e quello a far sentire più forte che mai la nostra voce in richiesta della pace» hanno dichiarato all’unisono i sindaci Perenzin e Castellaz.

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