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Maserot: discarica a cielo aperto

prosegue l'abbandono dei rifiuti

Maserot: discarica a cielo aperto

prosegue l'abbandono dei rifiuti
raccolta rifiuti salzan 2019 (9)

Nonostante il continuo impegno dei Cacciatori, che ogni anno puliscono le cunette della statale, nonostante due importanti giornate ecologiche organizzate nel 2015 e in marzo 2019, l’asta del Piave sotto Salzan risulta essere ancora il luogo prediletto per abbandonare immondizie ingombranti nei Maseròt. Recentemente è stato segnalato che lo spazio interno del silos in cemento nelle campagne sotto località Grigher, a ridosso del fiume, è di nuovo pieno di immondizie, ma in generale tutto l’ambiente selvaggio circostante si addice a nascondere discariche improvvisate.

Le campagne verso il Piave non sono più presidiate dal lavoro agricolo di un tempo, che di fatto fungeva anche da “grande fratello”, perciò l’esercizio di scaricare immondizie qua e là risulta praticamente poco rischioso. In due momenti successivi, durante il 2020, un gruppo di cittadini ha recuperato una grande quantità di copertoni di camion e trattori abbandonati almeno da una trentina di anni, che erano ormai coperti da terra e sassi, tant’è che, per l’estrazione dal suolo, è stato necessario l’utilizzo di un trattore con verricello. Ma se questa importante bonifica ha avuto come oggetto inquinanti abbandonati tanti anni fa, quello che si vede in giro è materiale lasciato solo recentemente.

È sicuramente un deprecabile gesto di inciviltà, che arreca danni al territorio e all’ambiente; pensare che c’è la possibilità di recarsi all’ecocentro dove ogni materiale viene ritirato senza aggiunta di costi, eccetto quelli già pagati con la Tari.

Purtroppo, con il periodo pandemico – ma non è questa la causa perché questo mal costume persiste da tempo – l’accesso all’ecocentro comunale è divenuto più difficile perché è obbligatoria la prenotazione e si tiene conto del minutaggio di permanenza nel sito, il che certo ostacola il conferimento anche importante di ingombranti, specie se si liberano soffitte e cantine.

Sempre per queste difficoltà non è certo agevole per i tanti amanti dell’ambiente portarsi a casa qualche immondizia trovata in giro, sapendo che per accedere poi all’ecocentro si deve fare la trafila di cui sopra. Scovare gli “ecofurbi” non è facile, specie se chi commette il reato di disperdere nel territorio i propri rifiuti non si rende conto che sta recando danni a tutti e in particolare ai propri figli e nipoti.

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