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Martina Valmassoi

e lo scialpinismo da record

Martina Valmassoi

e lo scialpinismo da record

Nata tra le montagne del Cadore, a Pozzale, ai piedi del maestoso Monte Antelao. Cresciuta in una famiglia di sportivi e alpinisti, pronti a trasmettere la passione per la verticalità e per l’ambiente montano in ogni sua forma. Di chi stiamo parlando? Di Martina Valmassoi, 32 anni e alle spalle una miriade di esperienze e successi, agonistici e non, negli sport di montagna.

La carriera
A 4 anni mette per la prima volta gli sci ai piedi, e da quel giorno non li toglie più. «Ho iniziato con lo sci di fondo, provando da subito qualche garetta» ricorda Martina, «ma, non essendo molto competitiva, non riuscivo a portare a casa grandi risultati». A 17 anni l’incontro con lo scialpinismo, avvenuto grazie alla mamma e alla sua passione per le gare in notturna. Così, madre e figlia iniziano a partecipare insieme a delle competizioni di scialpinismo, portando a casa buoni risultati fin da subito. Nel 2007, Martina entra in nazionale e ci resta per una decina d’anni, fino al 2017, anno in cui partecipa ai suoi ultimi mondiali, a Tambre, in Alpago. Da lì, la decisione di lasciare la squadra per seguire le proprie aspirazioni e propensioni.

«La nostra fortuna è che il nostro territorio ci offre l’opportunità di partecipare a gare di alto livello anche al di fuori dei circuiti ufficiali, come ad esempio il Sellaronda. In altre nazioni non è così» racconta Martina. Ma cosa è cambiato?
«Se all’inizio ero focalizzata sulle gare e ogni uscita era in funzione di questo, ora è tutto il contrario. Scio perché voglio sciare e godermi la neve, e se voglio mettere qualche gara come stimolo, lo faccio».
«Nella mia carriera sportiva, ci sono alcuni risultati a cui sono più affezionata» racconta. Come la Pierra Menta, una gara internazionale a coppie che si svolge in Francia. Dura quattro giorni per 10mila metri di dislivello. Martina vi ha preso parte otto volte, onorando le Dolomiti con ben tre podi. Anche la Sellaronda Skimarathon, che attraversa in notturna i quattro passi Sella, Gardena, Campolongo e Pordoi. L’ultimo anno Martina ha partecipato con l’amica Laetitia Roux, l’atleta di scialpinismo femminile più vincente della storia moderna, battendo il record femminile.

Nel 2015 inizia la sua carriera come fotografa con il Team Salomon. Una professione particolare, che unisce quello che per Martina era stato fino a quel momento un hobby, la fotografia, alla sua grande passione, lo sci e la corsa. «Per documentare allenamenti, gare e training camp, non basta saper fare delle belle foto, devi essere in grado di stare al passo degli atleti, che non sono per niente scarsi!» scherza Martina. Oggi, da quasi tre anni è anche Community Manager e si occupa della gestione delle pagine social della squadra internazionale Salomon.

Il record
«È stata un inverno da sogno. Anche quando eri stanco, non potevi riposare perché la neve era talmente bella che pareva un’offesa saltare una giornata di sci». Restrizioni e condizioni di neve mai viste prima. È stato questo il mix dell’inverno scorso che ha permesso a Martina di riscoprire con gli sci ai piedi le zone intorno a casa, scovando anche luoghi ancora sconosciuti. «Un giorno, parlando con un amico, mi sono resa conto che sciavo da 55 giorni consecutivi». Da lì, l’idea di un nuovo progetto: passare 24 ore sugli sci. «Non cercavo il record, ma qualcosa che mettesse alla prova le mie capacità fisiche e mentali, a casa mia e, da quando ho avuto l’idea, non sono più riuscita a togliermela dalla testa. Così mi sono data tre settimane di tempo per preparare l’impresa».

«Ero molto gasata dal progetto e dal riscontro avuto da amici e compaesani. Ho sentito il supporto e il calore di casa» continua Martina. Nonostante i momenti di stanchezza e alcuni problemi fisici, Martina riesce a mantenere un’attitudine sempre positiva e stabilisce il nuovo record mondiale di salita femminile con gli sci, superando 17.645 metri di dislivello in 24 ore. «Ho sempre avuto degli amici che mi hanno accompagnata tutta la notte per sostenermi e motivarmi, ho fatto solo quattro giri da sola! Per non parlare di quando mia mamma è arrivata alle tre di notte con la polenta calda. È stato fondamentale per me essere a casa, nella pista di Auronzo, e vedere le Marmarole e le Tre Cime, i luoghi a cui sono legata e che mi danno la carica».

Insomma, uno sport fisicamente e mentalmente molto duro. Eppure, lascia a chi lo pratica qualcosa di speciale e Martina ne è l’esempio. A quando il prossimo progetto?

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