Il toponimo in “-es” può essere pensato come la continuazione del suffisso latino -ensis, indicante un rapporto di appartenenza a un popolo o a un luogo, oppure potrebbe riferirsi al nome di una antica famiglia – i Mares – che un tempo aveva le terre in quella località. Fino al 1944, anno in cui fu eretta la parrocchia di Antole-Sois, faceva parte della parrocchia di Libano.
Il paese ha uno sviluppo lineare: le case si affacciano sul declivio che mena piuttosto ripido verso Mier, a ridosso della Carpenada, più rapidamente raggiungibile a piedi che in auto. Il nome della località che collega Mares a Col di Piana è Mezzariva.
Villa Navasa: un gioiello storico
Un significativo palazzo del borgo, di valore storico, è la Villa Navasa, una grande costruzione caratterizzata da una facciata molto lunga con un doppio motivo simmetrico di trifore e con balconi in ferro battuto. Tutto il borgo è stato alterato da esigenze di adattamento rurale e abitativo, anche in seguito ai danni provocati dalle bombe esplose nei cortili interni dai tedeschi nella Seconda guerra mondiale.
La chiesetta di San Salvatore
La chiesetta, dedicata a san Salvatore (e denominata anche di san Giovanni), è una delle più antiche della diocesi. La fondazione risale all’Alto Medioevo, come si evince dalle caratteristiche architettoniche tipiche di quel periodo (le arcate cieche del lato sud) e dal frammento di pluteo paleocristiano murato nell’abside in cui è stata ricavata una piccola bifora. Inoltre, la chiesa è citata in un documento del 1331.
Un’altra prova della sua antichità è la dedicazione a san Salvatore, santo vissuto attorno al 193 e uno dei primi vescovi di Belluno. La chiesa fu mantenuta da diversi proprietari: fino al Seicento era di proprietà della famiglia Sandi, in seguito passò ai nobili Piloni e fino al 1944 fu cura della parrocchia di Libano. Per approfondire la storia del territorio, puoi leggere questo articolo su Mares e scoprire la chiesetta di San Salvatore. Inoltre, Villa Navasa merita una visita per la sua architettura unica.