La data di domenica 15 giugno 1986 rimarrà una pietra miliare per la comunità di Meano e frazioni.
Da qualche tempo si sapeva delle difficoltà nella gestione dell’asilo; la presidente Maria Casoni non nascondeva la sua preoccupazione sul fatto che l’istituzione, fortemente voluta dalla popolazione, potesse proseguire nel tempo. Difficoltà prettamente economiche, in primis dovute al costo delle maestre. Così, in una serata di discussioni, nasce l’idea, da parte della società sportiva Meano, di organizzare una apposita giornata per raccogliere fondi per la causa.
Tutto viene predisposto a regola d’arte, compreso il montaggio del capannone al campo sportivo Zatta con annesse cucine in collaborazione con il Comitato Festeggiamenti. Vengono stampati una serie di volantini e locandine per promuovere la giornata con allegato il regolamento di partecipazione. L’U.S. Meano,tramite i propri dirigenti ed atleti, si fa carico di portare sul terreno di gioco quanti più atleti o appassionati per dare vita ad una dieci ore di calcio. Per l’occasione vengono stampate una serie di T-shirt con il marchio di due sponsor che hanno abbracciato l’iniziativa. La soddisfazione maggiore però arriva dalla gente che arriva sotto il capannone per il pranzo. Tantissime persone di ogni età, famiglie al completo con le cucine che faticano ad evadere le comande. L’immagine, per chi arriva al Zatta, è quella di un movimento frenetico e continuo sia in campo che sulle tavole: chi organizza entrata ed uscita dei giocatori, chi gestisce il bar e chi gira con i vassoi con piatti di polenta, salcicce, formaggio fritto, pastasciutte, contorni vari e le classiche patatine fritte. Al termine della giornata, tolte le spese, gli organizzatori consegnano alla signora Maria ben 2.400.000 di vecchie lire, che le consentiranno di continuare la gestione almeno ancora per un anno.