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L’uomo visto dagli occhi di un cervo

la favola di Vidotto che fa pensare

L’uomo visto dagli occhi di un cervo

la favola di Vidotto che fa pensare

Il cervo: animale libero e selvaggio. È questa la rappresentazione che ne dà lo scrittore cadorino Francesco Vidotto che, nella sua ultima breve opera intitolata “Il cervo e il Bambino”, utilizza il punto di vista di un cervo reale per raccontare al lettore la sua personale visione del mondo, in particolare per quanto riguarda il rapporto conflittuale che spesso esiste fra esseri umani e la natura che ci circonda.

Il racconto inizia con il cervo a terra che, in punto di morte, dopo essere stato preso da un colpo di fucile, decide di raccontare la storia della sua vita al figlio del cacciatore che gli ha sparato: un bambino di 5 anni che, nella sua purezza, riesce a comprenderlo attraverso il pensiero, definito dallo scrittore “linguaggio della pelle”.

Da qui, dopo una splendida descrizione dell’Antelao e delle Dolomiti che porta il lettore a immaginarsi immerso nei suoni e nei profumi delle nostre montagne, partono una serie di racconti sulla vita del cervo, dal primo incontro avuto con l’uomo, alla sua cattura, alla fuga e al ritorno alla libertà, fino ad arrivare al fatidico giorno della sua morte.

Nel corso di questi episodi, l’animale protagonista vede diverse azioni umane che non riesce a capire e che gli vengono spiegate dai vari animali che man mano incontra, ai quali lo scrittore dà la parola per far risaltare le contraddizioni che spesso ha l’agire umano. Ne emerge una rappresentazione cinica dell’uomo, dove l’egoismo e la volontà di domare e dominare l’ambiente che lo circonda, compresi i propri simili, non solo dimostrano la precarietà e la debolezza umana, ma anche la diversità di agire rispetto a tutti gli altri esseri viventi. Una storia semplice, non semplicistica, che arriva al cuore dei lettori grazie alla capacità che ha lo scrittore di descrivere situazioni, ambientazioni e emozioni e che dà speranza.

Infatti, l’antidoto all’odio e all’egoismo umano esiste, scrive Vidotto nel racconto, e consiste nell’umiltà e nell’amore. Possedendo queste due qualità l’essere umano non solo ritrova la felicità, ma potrà arrivare e comprendere il vero senso dell’esistenza.

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