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L’uomo che accarezza le api

Claudio Mioranza protagonista al convegno di Pom & Per a Sospirolo

L’uomo che accarezza le api

Claudio Mioranza protagonista al convegno di Pom & Per a Sospirolo

Claudio Mioranza è apicoltore da trent’anni. Tutto è iniziato con due alveari affidati dal padre. La prima esperienza non andò come sperava: non aveva mai gestito api e non sapeva bene come fare. Ma con il tempo imparò, e già nel primo anno raccolse 25 chili di miele.
L’anno dopo chiese aiuto a Francesco Vedana, maestro apicoltore, che lo spinse a seguire il suo primo corso. Fu lì che Claudio capì quanto fosse complesso e affascinante il mondo delle api. Da quel momento iniziò davvero il suo percorso da apicoltore. Racconta di aver avuto un “clic” quando lesse di un corso per “imparare ad accarezzare le api”. Non lo frequentò, ma quella frase gli aprì una finestra su un nuovo modo di intendere il lavoro: un approccio più rispettoso e consapevole.

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L'uomo che accarezza le api

Quali sono gli aspetti più e meno belli dell’apicoltura?
«Le api mi sorprendono ancora oggi», racconta. «Hanno un’organizzazione incredibile e una forza di lavoro straordinaria».
Le api gli hanno fatto scoprire i fiori melliferi, quelli più adatti alla produzione di miele, e la varietà di aromi e sapori che ogni fioritura può offrire. Il periodo di produzione va da aprile a fine luglio. Poi, da novembre a febbraio, le api rallentano; quando fa freddo e mancano risorse, riducono la covata. «Per crescere la covata servono almeno 35 gradi nell’alveare,» spiega Claudio. Con il cambiamento climatico, però, l’apicoltura è diventata più difficile. Tra gli aspetti positivi, cita la collaborazione naturale tra le api, un modello che l’uomo dovrebbe imitare.

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L'uomo che accarezza le api

I corsi hanno fatto capire a Claudio che anche il suo miele poteva ancora migliorare: da lì ha iniziato a perfezionarsi sempre di più. Proprio grazie ai corsi, ha scoperto il nomadismo apistico: spostare gli alveari seguendo le fioriture. Oggi gestisce circa 50 arnie. «È un po’ come fare il pastore», dice, «ma “di fiori”. Non è stato facile conciliare tutto. È un secondo lavoro. Negli anni ho dovuto trovare un equilibrio, lavorando part-time in azienda per poter seguire anche le api». E qualche puntura, naturalmente, fa parte del gioco. La smielatura, per anni la parte più ostica, oggi è affidata a sua moglie. «All’inizio mi supportava, ora se ne occupa lei!».

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L'uomo che accarezza le api

È un lavoro di squadra?
«Le api insegnano a fare squadra». Con pochi amici apicoltori Mioranza si scambia consigli e tecniche. La tecnologia aiuta: Claudio, ad esempio, controlla alcuni alveari a distanza, grazie a una scheda Sim e un’app che gli permette di monitorare produzione e consumi.

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L'uomo che accarezza le api

Mieli di quest’anno
Oltre ad aver ottenuto numerosi riconoscimenti, tra cui il premio “Gocce d’Oro” del concorso “Tre Gocce d’Oro – Grandi Mieli d’Italia”, Claudio e sua moglie partecipano ogni anno alle manifestazioni locali. Quest’anno sarà l’oratore di un convegno che si terrà in occasione dell’evento “Pom & Per” a Moldoi di Sospirolo. Tra i mieli dell’annata corrente spiccano il lampone selvatico, l’acacia nella sua purezza, il millefiori di montagna.
Tre parole che riassumono il progetto?
«Vivi – Emozioni – Vibranti». Così Claudio descrive la sua avventura con le api: un mestiere antico, fatto di pazienza e cura, che guarda avanti con rispetto per la natura e per il sapere tramandato.

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L'uomo che accarezza le api
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