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Luoghi che parlano di noi

premiati a Lentiai i vincitori del concorso letterario organizzato da "il Veses"

Luoghi che parlano di noi

premiati a Lentiai i vincitori del concorso letterario organizzato da "il Veses"

La carriera di Snoopy come scrittore era iniziata il 12 luglio 1965…il celebre bracchetto aveva trascinato la macchina da scrivere sul tetto della sua cuccia e si era messo a battere sui tasti… “Era una notte buia e tempestosa” frase che divenne proverbiale in Italia, ad indicare l’incipit banale di un romanzaccio. Naturalmente Snoopy riuscì ad andare oltre il “famigerato” incipit, a portar avanti l’intreccio, ma con risultati penosi… un’accozzaglia di clichè da feuilleton.

I partecipanti alla seconda edizione del concorso di scrittura promosso dall’Associazione Culturale Il Veses, intitolato “Luoghi che parlano di noi”, hanno mostrato di essere molto più capaci di Snoopy, molto più portati per l’arte dello scrivere. Quest’anno è stato proposto ai partecipanti di individuare e raccontare un “luogo”, fisico o geografico, oppure un “luogo” interiore, spirituale, immaginario, nel quale o dal quale gli autori si sentissero rispecchiati, spaziando liberamente tra realtà e fantasia.
Hanno partecipato all’iniziativa un centinaio di alunni delle classi seconde e terze della scuola secondaria di primo grado della Destra, della Sinistra Piave e del Feltrino; ad essi si è aggiunta una ventina di concorrenti della sezione aperta a tutti i maggiori di anni 14.
Tra i luoghi reali che sono stati fonte di ispirazione si ritrovano luoghi della natura e delle vacanze, ma anche gli ambienti legati all’esperienza quotidiana e alle attività o sport praticati. Tra i luoghi dello spirito sono stati citati la musica, il libro, la propria mente, il sogno, l’immaginario. Alcuni autori hanno raccontato il loro amore per il territorio, indicando luoghi delle nostre vallate. Per gli adulti anche il luogo fisico è spesso “vissuto”, perché abitato da uomini e donne, che fanno parte dei loro ricordi, quindi diventa un “luogo della memoria”.

La premiazione
La cerimonia di premiazione si è svolta domenica 29 maggio presso il salone della biblioteca civica Lentiai alla presenza del sindaco di Borgo Valbelluna, Stefano Cesa, e del vicesindaco e assessore alla cultura Monica Frapporti che hanno applaudito tutti i partecipanti, in particolare i giovani, per l’impegno nella scrittura; la voce dell’associazionismo locale è stata portata anche dal presidente della Pro loco di Lentiai Daniele Cecconet che col suo gruppo ha aiutato l’organizzazione. Le letture dei testi sono state magistralmente curate da Daniela Dal Mas e Gianni Troian. Ha spiegato l’origine del concorso Maria Cristina Colle, ideatrice dell’iniziativa culturale, che ha rappresentato l’associazione “Il Veses” insieme al direttore Federico Brancaleone, che ha condotto la cerimonia; presenti per l’associazione anche il vicepresidente Manuel Casagrande, il consigliere Tiziano Dal Pont e il presidente onorario Dino Dal Pan. La comunità di Lentiai era rappresentata anche da Duilio Maggis, che ha annunciato i segnalati; Lorenza Vello ha curato le foto.

La graduatoria dei vincitori
La Giuria, composta dalle bibliotecarie di Lentiai e da alcuni membri individuati dall’Associazione Culturale Veses, dopo una prima fase pre selettiva, ha deliberato i vincitori del concorso, con le relative motivazioni. Ecco i testi vincitori.

1° Classificato Sezione 1 – scuole
Motivazione della giuria – Lo stile diretto e pulito, caratterizzato da frasi brevi, intense e ritmate rende visivamente percepibile la descrizione del luogo scelto per rappresentare lo stato d’animo dell’autrice.

Foglio bianco
di Greta D’Isep
Prendo il mio quaderno bianco da sotto il letto e cerco di scrivere. Questo periodo non sta andando tanto bene, sono costantemente triste, vuota, senza alcun motivo. Allora lo apro, prendo la penna e mi fermo, mi blocco. Non riesco a sporcare di blu quel dannato foglio, non riesco a esprimere le mie sensazioni con semplici e banali parole. Metto la penna sul comodino e lo guardo, lo osservo e capisco. Capisco che in realtà non voglio che le mie sensazioni siano scritte, che siano spiegate. Mi piace quel foglio bianco, è il simbolo di me stessa, sono io, è la mia casa, è il mio luogo.

2° Classificato Sezione 1 – scuole
Motivazione della giuria – Il testo produce un movimento che fluisce dal presente fisico della palestra, ad una ricerca di profondità e di ascolto di sé. La narrazione è sviluppata in modo accattivante e originale.

Io
di Giusti Lovely
Luogo è la pista d’atletica sulla quale le mie scarpe devono ancora poggiare, è il momento in cui riesco a volare nella spensierata semplicità del mio Io. Io è un luogo immenso al centro del mio cuore. Qui ci si può rifugiare dalla paura, ma anche trovare la felici-tà. Ascolto il mio cuore. Il calore di una strana luce mi riscalda. E’ la stessa di quando sono nata. Desidero con tutta me stessa vedere chi mi ha dato la vita. Vedo un volto, sono io riflessa nella sofferenza incolmabile del mio cuore. Io mi rivela, ancora una volta, la bellez-za della mia esistenza; la grandezza della vita.

3° Classificato Sezione 1 – scuole
Motivazione della giuria – Le immagini evocative, descritte con ritmo serrato e ricchezza di linguaggio, accompagna-no il lettore in un suggestivo angolo di natura del nostro territorio.

Il ruscello
di Emma Edvige Guazzieri
A volte vorrei che il mio ruscello riuscisse a gonfiare di pioggia le nuvole e a far rombare il vento. In realtà, quando durante le sere blu d’estate corro per i prati per raggiungerlo, non penso più a nulla, mi sento parte della Natura. Osservo il vigneto con gli antichi gel-si, il campo di erba fitta che si apre e si chiude a ventaglio; ascolto il gorgogliare placido dell’acqua. È un porto, un confine, un passaggio di tempo breve da dove ammiro la terra intorno, in-coronata dal bianco e viola degli anemoni, dal verde dell’elleboro e dal giallo delle primu-le.
Lì ogni cosa si fa silenzio e libertà.

1° Classificato Sezione 2 – aperta
Motivazione della giuria – Originale il modo dialogico di rivolgersi ad un’emozione rendendola luogo, con uno stile elegante ed un lessico accurato.

Felicità
Federica Cossalter
Affascinante e fugace, ami fare la preziosa, e incontrarti pura accade sempre per un istante soltanto: potresti guizzare nell’aria pulita tra le rocce lassù, oppure scendere qui, tra i prati, a rincorrere le risate cristalline dei bambini quando questo sole scalda l’erba e la pelle e tutto è come dev’essere. Ma c’è un luogo che ami di più, dove più volentieri ti posi: è appena oltre l’oscuro Bosco dell’io, proprio lì, dove si adagia l’ampia Radura del Noi. Raggiungerti lì scioglie sempre le incertezze, ripaga sempre la fatica, ci rende sempre… più felici.

2° Classificato Sezione 2 – aperta
Motivazione della giuria – La narrazione evocativa di immagini e di memorie e la scelta mirata delle parole rendono musicale il linguaggio nella rappresentazione del luogo scelto.

Via Castello di Zumelle, 12
di Fiorenza Mambrini
La mia casa era dietro quel grande portone che chiudeva un cortile d’avventura: mai avrei pensato di sognarlo ancora… Il mio tempo allora era nel pirus, che fioriva nelle foto di ogni compleanno, ed era nell’erba, che verde nascondeva un fermento di formiche, pronte a fermarmi il respiro con la loro corsa affannosa. E se ero sola, la noia silenziosa mi portava alla scoperta di corolle profumate, di sassi ma-gicamente brillanti sotto il cielo di una fiaba, finché il cortile si riempiva ancora di corse di amici e di parole care, di ogni ricordo ora riaperto, all’ombra del bucato appeso al sole.

3° Classificato Sezione 2 – aperta
Motivazione della giuria – Con poche pennellate si getta uno sguardo al passato e al presente con uno stile semplice e lineare, che risulta efficace nella descrizione di atmosfere e personaggi.

La campagna dietro
casa della nonna
Matilde Gesiot

C’è il cornoler della mamma, il suono della sua risata bambina / C’è il campo di patate di mio nonno, poi di mio zio / e le loro mani marroni pulite di terra / C’è il mio coniglietto di vent’anni fa, tutto nero che saltella nel verde / ci sono io che lo rincorro, c’è la nonna con il suo bastone, che mi guarda un po’ attenta un po’ distratta e mi racconta della guerra / C’è la guerra delle mie passeggiate quando era tutto grigio / C’è la pace dei colori / di ciò che so senza sapere / che ho visto senza vedere / che ho annusato senza annusare / E di ciò che resta, / e resta per sempre.

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