Lo scorso 30 aprile, mentre il sole illuminava la piazza d’armi di Aubagne (Francia), nel quartier generale della Legione Straniera, un pezzo di storia bellunese sfilava davanti agli occhi del Principe Alberto II di Monaco e dei vertici militari francesi. Nel Giorno di Camerone, la celebrazione più sacra del Corpo, quest’anno un protagonista assoluto è stato il primo maresciallo Luigi Da Pont, originario di San Gregorio nelle Alpi.
Un onore riservato a pochi
La cerimonia di Camerone commemora l’eroica battaglia del 1863 in Messico, simbolo di dedizione assoluta al dovere. Il momento culminante è la processione della mano di legno del Capitano Danjou, una reliquia portata lungo la Voie Sacrée da veterani che hanno segnato la storia della Legione. Quest’anno, il tema è “La noblesse de servir” (La nobiltà del servizio), un concetto che Da Pont incarna perfettamente. Ha accompagnato il Generale d’Armata Thierry Burkhard, ex capo di stato maggiore della difesa francese, in un terzetto d’eccezione che comprende anche il Principe Alberto II.
Una carriera tra sport e missioni
Luigi Da Pont, classe 1965, è entrato nella Legione Straniera nel 1985. Ha partecipato a numerose missioni in Africa, Medio Oriente e Balcani, guadagnandosi la Croce del Combattente e la Medaglia d’Oro della Difesa Nazionale. Nel 2015 è stato nominato primo maresciallo, il grado più alto tra i sottufficiali, un grado che richiede esperienza e leadership. La sua storia è un esempio per i giovani bellunesi, come raccontato anche in questo articolo sul Liceo Dal Piaz di Feltre.
Il valore della memoria
La partecipazione di Da Pont al Giorno di Camerone non è solo un onore personale, ma un tributo alla storia della provincia di Belluno, terra di emigrazione e di forte legame con la Francia. La “noblesse de servir” richiama i valori di sacrificio e lealtà che hanno contraddistinto generazioni di italiani all’estero, come emerge anche nelle storie raccontate in “Prima di noi”, un progetto che ripercorre il Novecento feltrese.
Un esempio per le nuove generazioni
La cerimonia di Aubagne, con la sua solennità, ricorda che il servizio è un pilastro della società. Luigi Da Pont, con la sua umiltà e il suo coraggio, rappresenta un modello per i giovani, dimostrando che con impegno si possono raggiungere traguardi straordinari. La sua storia si intreccia con quella di tanti bellunesi che, come Giuliano Dal Mas, hanno portato il nome delle Dolomiti nel mondo.
In un’epoca in cui i valori autentici rischiano di essere dimenticati, figure come quella di Da Pont ci ricordano l’importanza della dedizione e dell’onore. La sua partecipazione al Giorno di Camerone non è solo un fatto di cronaca, ma un insegnamento per tutti noi.