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Luigi Budel, da San Gregorio alla tv e al teatro

L’attore bellunese tra doppiaggio, teatro e Il Paradiso delle Signore

Luigi Budel, da San Gregorio alla tv e al teatro

L’attore bellunese tra doppiaggio, teatro e Il Paradiso delle Signore

San Gregorio nelle Alpi è un luogo che soprattutto dai giovani viene considerato in qualche modo limitante, che non offre numerose possibilità, e può addirittura impedire l’accesso a grandi opportunità.

Non è però questa l’idea di Luigi Budel, attore che, nato nel 1984 a Trento, passa buona parte della sua infanzia e adolescenza proprio a San Gregorio. È qui che approfondisce la sua passione per la recitazione, presente in lui fin da piccolo: partecipa a “l Filò”, una piccola realtà locale che unisce musica e teatro per coltivare l’arte delle giovani menti. Nei primi spettacoli suona la fisarmonica, per poi scoprire di avere passione anche per la recitazione, preparando brevi sketch. Figure di ispirazione diventano Elio e le Storie Tese, Claudio Bisio, Jim Carrey e altri artisti, che molto si rifanno alla comicità, ma riescono ad unire musica e recitazione, dramma e trasformismo.

Dopo aver frequentato il liceo musicale, Luigi prosegue i suoi studi laureandosi in Psicologia a Padova; a breve distanza si laurea in fisarmonica a Vicenza, poi partecipa a molti concerti in Italia e all’estero. Decide quindi di trasferirsi a Bologna, per studiare doppiaggio: inizia così la sua carriera da attore. Una carriera che ci rivela essere frutto di molti studi, esercizi e di cosiddette “palestre”.

Preparazione tra psicologia e teatro

La preparazione è lunga, intensa, fisica e mentale. Si deve costruire il personaggio pezzo per pezzo, proprio per questo la laurea in psicologia gli torna utile per capire meglio le persone e i personaggi stessi. Alla domanda “Preferisci recitare a teatro o davanti ad una telecamera?”, Luigi risponde che attualmente preferisce il mondo cinematografico, anche se è un settore molto impegnativo, poiché si deve avere la capacità di immedesimarsi nel proprio ruolo nel giro di una frazione di secondo, e non è sempre così scontato. Il teatro è però quella che lui definisce una “palestra eterna”, che non si deve mai abbandonare. Spesso ci si chiede come gli attori riescano ad esprimere le giuste emozioni nelle giuste scene. Luigi parla di “cassetti emotivi”, che si possono aprire all’esigenza. In ogni “cassetto” trova emozioni provate in passato in situazioni vissute in prima persona: dolori, gioie, delusioni, che lo aiutano a ricreare in scena la rabbia, la felicità, la tristezza e altre emozioni del personaggio da lui interpretato.

Dal set tv alla stand-up comedy

Luigi si trova ora a Roma, dove, oltre a lavorare nel doppiaggio e in ambito teatrale, ha recitato recentemente sul set della serie televisiva in onda su Rai 1 “Il Paradiso delle Signore”, coprendo il ruolo di Giorgio Perich. Ultimamente si dedica anche a spettacoli comici dove, parlando di sé in chiave ironica, si rivolge direttamente al pubblico in quelle che vengono definite “stand-up comedy”.

Non è sempre stato tutto idilliaco, ci sono stati momenti di sconforto nei quali ha pensato di tornare a San Gregorio, perché l’ambiente romano appariva troppo duro, con lavoro scarso e gavetta infinita. Ci sono state persone amiche e colleghi che lo hanno incoraggiato. Ha quindi deciso di investire su sé stesso, iniziando a scrivere e a fare contenuti sui social. Il futuro è per lui un capitolo aperto. Non fa troppi progetti o programmi rigidi. Vuole sicuramente portare avanti la sua nuova passione per la scrittura, per sé e per gli altri.

Tornando a San Gregorio, per Luigi non è stato un ambiente limitante, a lui ha dato molto, gli ha insegnato soprattutto il valore del sacrificio e della comunità.

Se la tua vita fosse un libro, a chi lo dedicheresti? A questa domanda Luigi ricorda il fratello, che lo ha sempre sostenuto, in particolare in ambito artistico. Se è diventato un attore, lo deve proprio a lui. A lui, come anche ai genitori, che gli hanno sempre insegnato a guardare con ottimismo alla vita, a vedere il buono nelle persone, a mantenere vivo l’entusiasmo.