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Lo Zafferano delle Dolomiti

ambasciatore elegante e profumato

Lo Zafferano delle Dolomiti

ambasciatore elegante e profumato
Lo Zafferano delle Dolomiti

Nel 2017 nella nostra provincia è iniziata una coltivazione molto particolare e molto adatta all’area bellunese: lo zafferano. L’idea è partita dal presidente dell’Associazione Pedemontana, Remo Corona. Nel tempo si è formato un gruppo che ad oggi conta oltre 50 produttori che coprono l’intero territorio provinciale, comprese le “terre alte”; è stato inoltre registrato un marchio “Zafferano Dolomiti” con uno specifico disciplinare di produzione, con la consulenza di un agronomo qualificato e condividendo le esperienze fatte “sul campo” . Coltivare zafferano, come accade per i prodotti della terra che notoriamente è “bassa”, richiede dedizione e rispetto dei suoi tempi “biologici”, ma è capace di generare passione proprio per lo spettacolo dei suoi fiori e per l’aroma dei suoi stimmi che – sorpresa! – hanno un profumo molto diverso dal fiore da cui sono stati presi.
Il suo nome scientifico è Crocus sativus, e si riproduce esclusivamente attraverso i suoi bulbi, che vanno piantati tra la seconda metà di agosto e i primi dieci giorni di settembre.

La fioritura inizia intorno alla prima decade di ottobre, ma è strettamente legata all’altitudine s.l.m. dell’area coltivata, e soprattutto alle condizioni climatiche; finché, infatti, non si abbassa la temperatura, non si accorciano le giornate e non aumenta l’escursione termica fra il giorno e la notte, dei fiori non si vede traccia a prescindere dal periodo di piantumazione dei bulbi.

Lo zafferano è una sentinella incredibile dei cambiamenti climatici; infatti, l’anno scorso, i fiori, a causa delle temperature alte, si sono visti con almeno due settimane di ritardo rispetto agli anni precedenti.
Come detto in precedenza, lo zafferano ha i suoi ritmi/tempi che vanno assecondati nella coltivazione; infatti, dopo esserci dedicati con pazienza ed esclusivamente in modo manuale alla raccolta dei fiori e alla separazione dei preziosi stimmi, non ci possiamo dimenticare delle nostre piantine perché, fino a maggio/giugno dell’anno successivo, vanno curate in quanto stanno ingrossando/moltiplicando i bulbi.

Lo zafferano non sottrae risorse al terreno, chiede passione e dedizione, ma è un ambasciatore speciale che parla del nostro territorio attraverso la sua eleganza e il suo profumo.

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