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Lo sport che insegna la vita

Margherita Borsoi, l'atleta parla alla scuola secondaria di Cesiomaggiore

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Margherita Borsoi, l'atleta parla alla scuola secondaria di Cesiomaggiore

In occasione del Giving Tuesday, la giornata mondiale del dono (30 novembre), le classi seconde della Scuola secondaria di primo grado di Cesiomaggiore sono state liete di ospitare l’atleta Margherita Borsoi che, supportata da mamma Maristella e dal fratello Matteo, ha incontrato le alunne e gli alunni per portare la sua testimonianza riguardo allo sport praticato da persone con disabilità fisica.

Margherita, classe 2006, pur essendo nata senza l’avambraccio sinistro, pratica da anni il taekwondo, un’arte marziale di origine coreana, suona il pianoforte ed ha una grande passione per l’arte e per il disegno, infatti frequenta il secondo anno al Liceo artistico di Vittorio Veneto.

È stata la prima atleta con disabilità ad aver preso parte al campionato internazionale di taekwondo e nel 2018 è stata insignita del titolo di “Alfiere della Repubblica” dal presidente Sergio Mattarella per meriti sociali e sportivi e per la tenacia con cui porta avanti il suo sogno, che è quello di arrivare alle prossime Paralimpiadi. Per questo Margherita si allena con costanza e dedizione e ha recentemente partecipato ai campionati nazionali italiani, dove ha gareggiato per la prima volta contro atleti con disabilità, portando a casa la medaglia d’oro, mentre fino all’età di 14 anni, nonostante fosse fortemente penalizzata, ha sempre gareggiato con atleti normodotati.

L’intervento di Margherita va ad integrarsi con il progetto “Integralmente sport e cultura” legato all’educazione fisica e all’educazione civica e patrocinato dalla Provincia di Belluno, che ha lo scopo di far conoscere agli studenti la realtà della disabilità proprio attraverso lo sport, grazie al suo immenso potere aggregante; rientra inoltre nelle attività di sensibilizzazione promosse dall’associazione “Art4sport” di cui Margherita fa parte; un’associazione, voluta dai genitori di Bebe Vio, la cui missione è quella di utilizzare lo sport come terapia fisica e psicologica per bambini e ragazzi con disabilità fisiche, promuovendo la conoscenza e la pratica dello sport paralimpico in Italia, ed impegnandosi per raccogliere fondi per sovvenzionare l’acquisto di protesi ed ausili da utilizzare in ambito sportivo, che sono costosissime e completamente a carico dell’atleta disabile.

Con estrema naturalezza, Margherita ha mostrato la sua protesi ai ragazzi, spiegando loro come funziona, e ha parlato del taekwondo, facendo loro vedere l’attrezzatura che usa nei combattimenti, e spiegando loro qualche regola, sottolineando come la pratica di questa disciplina le abbia insegnato, tra le altre cose, ad avere molto autocontrollo anche in altre situazioni, come ad esempio a gestire l’ansia in occasione di momenti particolarmente stressanti.

Molto significative anche le testimonianze di mamma Maristella, che ha raccontato la quotidianità di Margherita, il suo modo di affrontare fin da piccola con assoluta normalità certe situazioni apparentemente impossibili, come allacciarsi le scarpe o tagliarsi una bistecca da sola. «I limiti di questa bambina saranno i limiti che voi le darete», furono le parole che un medico disse a mamma e papà prima che Margherita venisse al mondo, quando l’ecografia rivelò la mancanza della manina sinistra. E mamma e papà capirono. Ecco perché Margherita oggi parla della sua realtà ai suoi coetanei, senza vergogna e senza voler impietosire nessuno, ed il messaggio che lancia arriva forte e chiaro.

Al termine dell’incontro, Margherita ha raccolto con grande gioia i disegni, i cartelloni e i bigliettini fatti per lei dai ragazzi. Tra questi spicca, per la sua delicatezza, questa dedica da parte di un gruppo di alunne: «Tu sei come una margherita, bella, semplice ma soprattutto tenace e coraggiosa, perché sai andare avanti anche senza un petalo».

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