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L’insediamento lineare di Col a Mel

L’insediamento lineare di Col a Mel

L’abitato di Col, come suggerisce il nome stesso, si sviluppa sulla cresta di un dosso naturale, formatosi parallelamente al letto della Piave. La posizione soprelevata dell’abitato è legata al passaggio della strada, che nell’antichità era la principale via di collegamento fra Belluno e Feltre via Mel, costruita sul crinale per non incorrere nei terreni acquitrinosi sottostanti, oltre che per riservare lo spazio pianeggiante alle coltivazioni. L’insediamento si sviluppa lungo la strada alla quale, su entrambi i lati, si accostano schiere continue di abitazioni con i relativi cortili (cortìvi), ricavati a meridione della schiera. Dalla strada si accede quindi a questi spazi in due modi diversi: verso sud tramite i caratteristici portici coperti (pòrteghi) che trapassano gli edifici; verso nord in modo diretto, tramite i tipici portali di accesso (portòi), essendo i cortili settentrionali delimitati da un lungo e pregevole muro in pietra che percorre quasi tutto il paese.

Oltre allo stretto rapporto fra modalità insediativa e ambiente, è interessante notare anche l’interdipendenza fra l’architettura di Col e tale modalità insediativa: il disegno dei pieni (abitazioni) e dei vuoti (cortili e strade) acquista un senso profondo, con soluzioni diverse ma omogenee lungo tutto il dosso. Ne deriva una forte relazione fra pubblico e privato, che si manifesta non in singoli edifici, ma in un complesso architettonico quasi continuo, che diventa un paese disteso sulla collina, interrotto solo dalla piazza con la chiesa nel punto centrale. A Col prevale la tipologia locale di casa ‘alla bellunese’, caratterizzata da collegamenti esterni verticali e orizzontali, ossia scale e ballatoi in legno, sostenuti da pilastri in muratura a formare portici e logge.

La particolarità sta nel fatto che questa tipologia, qui, si fonde con l’esigenza di abitazioni a schiera, realizzate in continuità l’una sull’altra: ne deriva un’interessante commistione di soluzioni architettoniche, oltre a un mosaico di diverse destinazioni d’uso incastrate fra loro. Le logge, elemento ricorrente, nel caso in cui superino i due piani di altezza sono prevalentemente realizzate con pilastri.
Le costruzioni più basse, invece, presentano setti murari laterali che fungono anche da divisori fra le abitazioni. Il paesaggio agrario di Col possiede caratteristiche comuni alla gran parte del fondovalle bellunese, caratterizzato da monocolture di mais e foraggio per la produzione di mangimi per la filiera lattiero-casearia. Accanto a queste colture, però, appaiono in crescita anche nuove coltivazioni legate alla produzione biologica di vino, ortaggi e frutta. Troviamo inoltre anche importanti tracce del passato, legate all’agricoltura di sussistenza. Fino a metà del Novecento, in tutta la valle, era infatti diffusa la coltivazione promiscua dell “aratorio arborato vitato”: nel medesimo appezzamento co-esistevano una coltura arborea (piante da frutto), una coltura arbustiva (la vite) e coltivazioni annuali (fagioli, patate, mais, ortaggi…). Questo sistema, che disegnava e regolava il paesaggio agrario, è la cosiddetta piantàda alcuni relitti sono ancora visibili soprattutto sul versante meridionale e arricchiscono, con la loro varietà, il contesto paesaggistico.

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