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Libero Pilotto

Attore e drammaturgo

Libero Pilotto

Attore e drammaturgo

Sulla facciata dell’edificio che ospita la libreria cittadina in via Mazzini a Feltre, si trova una lapide dedicata la Libero Pilotto. Chi era quest’uomo di arte e letteratura?

Libero nacque a Feltre da Giovanni Pilotto e Rosa Miliani il 27 marzo 1854 e morì il 6 maggio 1900 nello stesso luogo. Giovanni, suo padre, aveva ricevuto una soda istruzione anche umanistica in Seminario, ma proprio lì arrivarono i germi del Risorgimento che lo entusiasmarono al punto da seguire l’abate Antonio Zanghellini nel 1848 con i “Crociati Feltrini”. Partì quindi e raggiunse Venezia per difendere la Repubblica di Daniele Manin e Nicolò Tommaseo.

Abbandonata la veste talare, sposò per amore Rosa e da lei ebbe Libero, Vittorio, Ida e Amalia Maria. Ida fu educatrice e precorritrice del metodo di Maria Montessori, Vittorio divenne giornalista, scrittore e musicista. Libero iniziò a recitare in un teatrino locale a 13 anni.

Seguirono anni di sacrificio, di instabilità e anche di fame. Egli narrò che, con la giovane e ancora poco nota Eleonora Duse, dovette sottrarre del cibo alla padrona di casa per affrontare la scena senza rischiare lo sfinimento. Il suo genio fu però presto riconosciuto tanto che spesso completava il testo, vivificandolo con interpretazioni personalissime.

Il suo repertorio spaziava, ed era la prima volta, tra personaggi creati da Ibsen, Turgenev, Tolstoj e Hauptmann. Il successo lo innalzò al livello di attori allora famosi come Ermete Zacconi, Ermete Novelli e la stessa Duse. CIò lo portò a dirigere la Compagnia Nazionale e, con Giovanni Visconti Venosta e Giuseppe Giacosa, la società Italiana degli Autori.

Si affermò infatti sia come attore che come autore di commedie. Il suo primo testo da commediografo si intitola “Un amoretto di Goldoni a Feltre” tratto dai “Diari” di Carlo Goldoni che proprio a Feltre iniziò ad abbandonare la carriera di avvocato.

Seguirono, in lingua veneta: “Dall’ombra al sol”, “I pellegrini di Marostega”, “L’Onorevole Campodarsego”, ancora oggi nel repertorio di compagnie teatrali.

L’associazione culturale Onlus “Il Fondaco per Feltre” per celebrare la memoria di Libero Pilotto propose quest’ultima sua commedia interpretata da “I Saranno Famosi” per la regia di Dino Dal Pan. Al Teatro de La Sena di Feltre gli attori incarnarono le avventure economiche, politiche e sentimentali di un parlamentare veneto di fine Ottocento alle prese con l’ambiente della grande Urbe romana, il tutto farcito di ilarità e applausi degli spettatori.

Pilotto scrisse anche drammi in lingua italiana con intrecci a volte tragici come “I figli d’Ercole”, “Il tiranno di San Giusto”, “Cesarina”, “Il maestro Zaccaria” (per il quale ricevette i complimenti dell’allora Ministro dell’Istruzione Paolo Boselli e il cavalierato), “La bella vita”.

L’ultimo suo copione “La Storia di ieri” rimase manoscritto. Libero infatti si ammalò di diabete, malattia allora difficilmente curabile, e morì a Feltre. Il testo fu consegnato da sua moglie Antonietta a Rodolfo Protti, che, l’anno dopo, ne fece l’elogio funebre nel teatro feltrino.

Per onorarlo la sua città edificò un monumento nel cimitero, nel quale fu sepolto anche il padre che di poco gli sopravvisse. Lo scultore Francesco Sassi ne rese con verità la sorridente fisionomia.

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