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Libàno di Sedico

per secoli cuore pulsante della parte alta di Sedico

Libàno di Sedico

per secoli cuore pulsante della parte alta di Sedico

Il toponimo deriva dal personale romano Livius indicante che era possedimento di Livio. La romanità è attestata da una lapide, ora murata sull’antica chiesa dei Santi Faustino e Giovita, in cui si legge: “OVIOM P HOSTILIUS SERTORIANUS VSL”, la cui traduzione è: “Il nobile uomo Publio Ostilio Sertoriano ha sciolto con gioia il suo voto doveroso a Giove ottimo massimo”. La lapide forse apparteneva a un’ara votiva.

Chiesa di Libano – San Giorgio e il drago (foto G. De Vecchi)
Libàno di Sedico

I Longobardi
La loro presenza è attestata dai santi Faustino e Giovita (patroni di Brescia importante città longobarda) e dai cognomi Da Rold e Roldo, dal nome proprio Airoldo del germanico antico.

1920 – Le scolaresche di Libano coi maestri Tita Mayer e Antonietta Fant (archivio P. Canzan)
Libàno di Sedico

Carlone da Libàno e la peste
Nell’Historia del Piloni si legge che nel 1248: “… Fu dato un fiero assalto (alla città di Belluno) … con tanti gridi, strepiti e romori … Difendeva questa parte della città Carlone da Libàno … con molti altri Bellunesi, avendo ognuno di loro in compagnia una squadra di valorosi soldati …” Si può dedurre che Carlone fosse un nobile, uomo d’arme, con casa padronale a Libàno. Nei pressi della sua presunta dimora (ritenuta poi un ospedale) furono rinvenute delle fosse comuni e la gente del posto pensò ai soldati di Carlone, forse lì ricoverati e morti. È invece più probabile che appartengano ad abitanti del luogo morti di peste.

mole di grandi dimensioni provenienti dai Conch (archivio G. De Vecchi)
Libàno di Sedico

La Regola
Anticamente esisteva la Regola de Liban, Barpo et Bolago. Essa aveva il suo statuto con norme per i proprietari dei terreni della zona, associati per eseguire certi lavori pubblici e per godere dei pascoli e dei boschi in comunità.

Chiesa di Libano – Ultima Cena -particolare (foto G. De Vecchi)
Libàno di Sedico

Nella Prima Guerra Mondiale
A Libàno si assisteva a un continuo passaggio di militari diretti al Grappa che si fermavano solo una notte, magari consci di andare verso la morte, come disse uno di loro piangendo davanti al larìn, mentre un’anziana lo consolava: “Morghen Grappa, morghen kaputt (domani sul Grappa, domani morirò)”.

Libano – Villa Doglioni-Mayer (archivio P. Canzan)
Libàno di Sedico

Le cave di pietre molari
Le buse mole di Libàno, denominate i Conch, erano le uniche dove si cavava la pietra adatta a produrre mole di grandi dimensioni per arrotare qualsiasi arma, attrezzo o utensile da taglio.

F. Frigimelica 1642 circa – Madonna con Bambino in gloria con i Santi Faustino e Giovita (foto G. De Vecchi)
Libàno di Sedico

Le chiese di Libàno
Erano tre e nel 1392 esistevano già. Quella in paese è intitolata a San Giovanni Battista, con affreschi (San Giorgio e il drago, Ultima Cena) del 1530 circa attribuiti a Giovanni da Mel. Sopra Bolago c’è la vecchia chiesa parrocchiale sconsacrata. All’interno, sia pur rovinato, si può ancora intravedere un affresco (datato 8 giugno 1524) di Marco da Mel che si firmò. La terza era la chiesa di Valdenère dedicata a Santa Maria. In cattivo stato, nel 1947 ne fu decisa la vendita ai privati. Stando alla tradizione, in quella chiesa era stato sepolto Felice II che nel 547 era vescovo di Belluno.

Chiesa di Libano – Giovanni da Mel 1530 circa – Ultima Cena (foto G. De Vecchi)
Libàno di Sedico

I palazzi
Risalenti al XVII secolo, sono situati uno di fronte all’altro. Un tempo erano le ville De Bertoldi (oggi del Comune) e Doglioni – Mayer.

Libano – Villa De Bertoldi (oggi del Comune di Sedico) – archivio P. Canzan
Libàno di Sedico

La scuola elementare
Fino al 1924 le 2 classi erano ospitate, una, nella casetta vicina al negozio, l’altra, nel dirimpettaio palazzo Doglioni Mayer, dove abitava il maestro Tita (Giovanni Battista) discendente da quel casato. Soltanto nel 1924 furono ultimate le attuali che, pur essendo situate a Bolago, conservano ancora la denominazione di scuole elementari di Libàno.

Lapide romana sulla vecchia chiesa parrocchiale di Libano (foto L. De Luca)
Libàno di Sedico
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