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L’hangar del Cansiglio, memoria della Guerra fredda

Nel Cansiglio, l’ex base Nato racconta il ruolo del territorio nella Guerra fredda

L’hangar del Cansiglio, memoria della Guerra fredda

Nel Cansiglio, l’ex base Nato racconta il ruolo del territorio nella Guerra fredda

Il neologismo “Guerra fredda”, inventato nel 1947 dal giornalista americano Walter Lippmann, indica il periodo di tensione ideologica e geopolitica che contrappose i due blocchi mondiali capeggiati da Usa e Urss tra la fine della seconda guerra mondiale (1945) e la dissoluzione dell’Unione Sovietica. Durante quel periodo, vista la particolare posizione strategica, il Cansiglio e il monte Pizzoc ebbero un ruolo importante nell’apparato difensivo della Nato. La “Caserma Bianchin”, che dipendeva dal 6° Reparto della 1° Aerobrigata dell’Aeronautica Militare (Padova), fungeva da area di lancio del 59° Gruppo Intercettatori teleguidati assieme all’area di controllo radar del vicino Monte Pizzoc e al Comando dell’area logistica di Vittorio Veneto.

Il 59° Gruppo IT e i missili Nike

Il 59° Gruppo IT Monte Pizzoc iniziò ad operare nell’ottobre del 1967 e fu soppresso nel 1977, anche se la base restò aperta per altri due anni, rimanendo a disposizione del 5° Corpo d’armata dell’esercito e successivamente della Brigata Cadore che continuò ad adoperarla fino all’ottobre 1997 ma solo per scopi addestrativi. Nell’area lancio operavano i missili del sistema Nike; questo apparato denominato Sam (Surface-to-Air Missile) di fatto era l’evoluzione del sistema difensivo della contraerea missilistica a medio raggio dell’U.S. Army. I bunker ospitavano le tre sezioni di lancio che potevano ospitare dai sette ai nove Nike Hercules sia convenzionali che nucleari e il relativo pannello di sezione per il lancio dei missili.

La restituzione alla collettività

Nel 2008, dopo una battaglia burocratica ventennale, finalmente i 12 ettari di territorio furono ceduti dal demanio militare al patrimonio forestale della Regione del Veneto. Dieci anni dopo, il 9 novembre 2018, Regione del Veneto e Veneto Agricoltura hanno restituito alla collettività, dopo i necessari lavori di restauro e riqualificazione, quel che rimane della “Caserma Bianchin” (hangar e bunker), area destinata a diventare il cuore pulsante per lo sviluppo di attività sociali, storico-culturali e naturalistiche nella Piana del Cansiglio e nell’intera area dell’Alpago. All’interno del cosiddetto “Hangar della pace”, su una parete di cemento armato, si trova la scritta in caratteri cubitali che recita: “Ogni disattenzione può essere fatale”; probabilmente un ammonimento ai militari a stare più che attenti visto che avevano a che fare anche con armi nucleari. Questa scritta purtroppo è un ammonimento più attuale che mai.

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