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Lettera a Don Francesco

Lettera a Don Francesco

Lo sai? Se ogni tanto calco la scena su qualche palco di teatro, lo devo anche a te. Che una sera d’estate, durante l’oratorio parrocchiale, ti sei infilato una calzamaglia e hai danzato una parodia di un balletto d’opera davanti a un pubblico divertito. E se faccio l’insegnante, un po’ lo devo sempre a te. Che mi hai spinto ad essere animatore e capo campo nei campeggi della parrocchia.

E se molti di quei ragazzi li incontro ancora oggi, lo devo sempre a te, che attraverso il tuo entusiasmo e la tua energia, ci hai unito anno dopo anno, attraverso il Risus Paschalis, le attività in parrocchia e i venerdì sera con il Gruppo Giovani. Eri severo e testardo a volte, ma comprensivo e pieno di attenzioni, e una volta ti ho persino mandato a quel paese, in piena piazza, ma il primo passo poi lo hai fatto tu, e sei venuto a raccogliermi, in un periodo in cui mi sembrava crollasse tutto. Ricordo che misuravi le parole, parlando sembrava scrivessi nero su bianco ciò che volevi dire, e sapevi arrivare, a tutti. Ti ho conosciuto che avevo 19 anni, e mi hai insegnato tanto. Poi ci siam detti arrivederci, ci si è rivisti in momenti allegri ma anche dolorosi. E poi ti ho ritrovato da adulto, come mio insegnante all’Istituto Superiore di Scienze Religiose. Ricordo una passeggiata lungo l’Arno, due o tre anni fa, una mattina d’inizio settembre, tu che ascolti le mie paturnie e io, che mi sembrava di esser tornato in campeggio.

Caro don Francesco, sei stato Strumento: da vero educatore sapevi trovare il valore della vita in chi incontravi, lasciando che ognuno esprimesse ciò che realmente era. Uno Strumento nelle mani di Dio, proprio come il santo che ti aveva dato il nome, ed è bello sapere di aver percorso con te una parte di questa vita.
Ciao don Francesco, ti dico grazie,

BIOGRAFIA
Don Francesco Silvestri ci ha lasciato a 57 anni, il 29 agosto. Nato a Pieve di Cadore venne ordinato presbitero il 10 giugno 1989. A Santa Giustina arrivò nel 1993 come vicedirettore del Centro Papa Luciani, per poi diventare vicario parrocchiale tra il 1994 e il 1997. Nel 2001 assunse l’incarico di assistente nazionale dell’Azione Cattolica, incarico che durò fino al 2006. È stato insegnante di psicologia e morale in Seminario e in particolar modo presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose (ISSR), prima in quello di Belluno (di cui fu anche direttore), e poi presso quello di Treviso. Nel contempo è stato parroco di Perarolo, rettore della chiesa di San Rocco a Belluno, pro-rettore del Seminario Gregoriano di Belluno, e dall’autunno del 2019 era vicario parrocchiale di Agordo, La Valle Agordina e Taibon Agordino. Quella che avete letto è il ricordo di stima di un nostro collaboratore, ma molti sono i messaggi d’affetto pervenuti alla redazione.

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