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Lentiai andata e ritorno

Il nuovo libro di Flavia Colle sugli emigranti di Lentiai

Lentiai andata e ritorno

Il nuovo libro di Flavia Colle sugli emigranti di Lentiai

Questa volta siamo noi ad intervistare Flavia Colle, insegnante con importanti esperienze in ambito sociale, culturale, amministrativo: attualmente ricopre l’incarico di Assessore alla Cultura del Comune di Feltre. L’occasione è la presentazione del suo libro “Lentiai andata e ritorno”, che raccoglie in un unico testo le interviste agli emigranti pubblicate a partire dal 2006 nel bollettino parrocchiale di Lentiai. La rubrica, nata con l’intento di dar voce ai tanti lentiaiesi sparsi nel mondo, fu un’idea dell’allora parroco don Gabriele Secco, che pensò di affidarla a Flavia Colle, sapendo che aveva scritto vari libri riguardanti l’emigrazione locale. La rubrica dà oggi il titolo al libro.

Scrive oggi don Luca Martorel nella presentazione del libro: «Storie che sembrano storie, scene di un film […] e che hanno il fascino delle favole. […] C’è un legame profondo, come un invisibile cordone ombelicale, che collega i discendenti dei nostri compaesani emigrati all’estero e che suscita in loro la nostalgia e il fascino del nostro “piccolo mondo di Lentiai”.»

Nel tuo libro “Lentiai andata e ritorno” hai raccolto esperienze degli emigranti lentiaiesi dalla fine dell’800 ai giorni nostri, un arco di tempo che ha visto dei cambiamenti economici e sociali radicali: come si è modificato lo spirito con cui le persone hanno vissuto l’esperienza della partenza?
«Le condizioni negli anni sono mutate profondamente: le persone intervistate sono partite chi per sempre, chi stagionalmente, chi per fare un’esperienza all’estero o in una grande città anche italiana. Nel dopoguerra, sia dopo la Prima che la Seconda Guerra Mondiale le decisioni venivano prese principalmente per necessità economica, anche se qualcuno oltre oceano mi ha riferito che anche la questione politica non era secondaria.»

85 interviste nell’arco di 17 anni, hai incontrato donne, uomini, giovani che hanno affrontato le più svariate esperienze e difficoltà. Quali sono state le situazioni sociali ed economiche che hanno maggiormente messo alla prova i nostri emigranti?
«Soprattutto lasciare i propri affetti a casa, la famiglia, i luoghi d’infanzia e adolescenza dove si sono fatte le prime esperienze, il trovarsi ad affrontare un luogo totalmente nuovo con usi e costumi e soprattutto una lingua diversa. Il valore più volte nominato dagli intervistati e che ha facilitato il loro inserimento nelle nuove realtà è sicuramente il rispetto.»

Nelle tue interviste hai incontrato persone che sono partite giovanissime, senza il supporto di una famiglia nella nuova realtà, persone che spesso in seguito hanno raggiunto la loro realizzazione personale e professionale: quali secondo te i fattori protettivi che hanno sostenuto esperienze così dure?
«Il senso di essere lentiaiesi e bellunesi e di avere dei valori molto forti tramandati dalla famiglia d’origine: sono valori che rimangono anche a distanza di decenni. Al loro ritorno provano infatti un profondo affetto sia per le persone che per i luoghi della loro infanzia e adolescenza. Inoltre, chi si sta avviando verso il crepuscolo della vita a volte ha piacere di ritornare stabilmente per andarsene da dove è venuto, sentendosi nel posto giusto.»

Con quale atteggiamento partono i giovani oggi da Lentiai?
«Oggi si parte per fare nuove esperienze, per conoscere il mondo, per studiare o per avere un lavoro più consono ai propri studi e realizzarsi in aziende multinazionali con sede all’estero.»

Ci puoi descrivere una storia che ti ha toccato in modo particolare?
«La storia di chi è dall’altra parte del mondo, non può ritornare per ragioni economiche e mi ha detto “non sono né di qua né di là, vorrei essere là invece devo rimanere qui”, e la signora già avanti con l’età si è messa a piangere, dicendo di non aver potuto mettere i fiori sulla tomba dei genitori…»

Cosa ha significato per te questo viaggio durato 17 anni, raccogliendo storie che si situano in ogni parte del mondo?
«Ha significato anni di emozioni che ho condiviso con i protagonisti: la ragione di questo libro che raccoglie 85 testimonianze nasce dal voler condividere tutto ciò con chi avrà voglia di fare un tuffo nel mondo dell’”andata e ritorno” ed emozionarsi con i protagonisti.»

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