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Le zucche nelle fiabe e nella tradizione

da Cenerentola alle lumère

Le zucche nelle fiabe e nella tradizione

da Cenerentola alle lumère

“Va in giardino e portami una zucca.” Cenerentola subito andò a cogliere la più bella che le riuscì di trovare e la portò alla comare, senza capire come mai quella zucca l’avrebbe fatta andare al ballo.
(Charles Perrault)

Nella tradizione popolare la zucca viene considerata “il maiale dei poveri” perché, così come il maiale, della zucca non si butta via niente, se ne utilizzano infatti tutte le parti: la polpa in tante ricette diverse; i semi, essiccati e salati, ottimi in insalate e snack, oltre ad essere preziosi ingredienti di base nella medicina naturale ed in cosmesi; i fiori, buoni fritti ed in molte altre preparazioni ed addirittura la buccia che, svuotata ed essiccata, diventa così leggera ed impermeabile da fornire materiale per piatti, vasi, cucchiai e suppellettili, oltre che per strumenti musicali come le maracas sudamericane.

La pianta della zucca si presenta rigogliosa, con lunghi tralci dai quali esplodono i frutti enormi, spesso dal colore giallo-arancio, la cui presenza sorprendente fa pensare che la zucca sia davvero il risultato di una magia! La zucca in molte mitologie è legata all’acqua e per il suo colore e forma è associata alla fertilità, alla nascita e all’origine della vita.

La zucca nella tradizione orientale è protagonista del diluvio universale: secondo una leggenda dell’Indocina dal Diluvio si salvarono solo un fratello e una sorella, rinchiudendosi in una zucca. Dai due nacque la nuova umanità: la donna partorì una zucca e i suoi semi, sparsi per la pianura e la montagna, diedero origine alle varie razze umane. 

Il frutto della zucca è però anche un esempio di ambivalenza.  Nel mondo occidentale il significato simbolico della zucca ha spesso connotazioni dispregiative: la sottovalutazione delle sue qualità nutritive e culinarie ha forse contribuito in maniera determinante a svalorizzare il suo valore simbolico. Anche le sue caratteristiche fisiche, legate alla forma nodosa e alla grossezza, hanno probabilmente contribuito a darne un’interpretazione simbolica negativa, infatti fin dall’epoca romana la zucca era simbolo di stupidità, di scemenza e di follia.

Le lumÈre e le tradizioni attorno alla zucca
Ancora prima dell’affermazione di Halloween, anche nel nostro Paese c’era l’abitudine di intagliare le zucche. Nel Nord Italia (Lombardia, Emilia, Piemonte, Veneto Occidentale) le lumere, come vengono chiamate le zucche intagliate, erano un’usanza molto diffusa. La preparazione è innanzitutto un’attività affidata ai bambini, sotto l’attenta guida degli adulti. La zucca viene svuotata, vengono incisi i buchi degli occhi, del naso e della bocca e vi viene introdotta una candela. La bocca viene decorata con l’inserimento di stecchini o di semi infilati in forma di denti. Viene poi collocata lungo le strade, vicino alle chiese e ai cimiteri per “illuminare la strada alle anime” e far loro ritrovare il cammino da un mondo all’altro. Essa ha anche funzione decorativa: la sera del 31 ottobre le zucche illuminate vengono poste sui davanzali delle finestre, sui balconi, sulla porta di accesso, sui muretti attorno alla casa. La tradizione delle lumere è continuata con grande vigore fino agli anni 50 e da allora ha continuato ad affievolirsi. Ha ritrovato una certa fortuna in tempi più recenti grazie all’acquisizione di abitudini di importazione americana perdendo però l’antico legame con la nostra tradizione.

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