800 038 499

Numero Verde gratuito

Email

info@ilveses.com

Le ultime abitanti della Val Canzoi

Bellezza, solitudine e un piatto “de bona ziera“

Le ultime abitanti della Val Canzoi

Bellezza, solitudine e un piatto “de bona ziera“

Nel 1887 Ottone Brentari di Bassano del Grappa pubblicava una guida per il viaggiatore del Feltrino e Primiero da cui risultava che, all’epoca, a Montagne e Val di Canzoi c’erano 21 case con 248 abitanti! Oggi case ce n’è qualcuna di più e senz’altro migliore di allora: con acqua, luce, telefono, stufe o termosifone ma abitanti molti, molti di meno. Il fenomeno è stato graduale dal dopoguerra, ma solo recentemente le Autorità se ne chiedono il motivo, però… è come chiudere la stalla quando i buoi sono già scappati! E le conseguenze si vedono anche troppo bene, con l’abbandono del territorio, del seminativo, del pascolo, l’avanzare del bosco, del selvatico anche animale: negli anni 90 sono arrivate le zecche, poi i cervi, ora i lupi…

In Val Canzoi le ultime aree ben tenute sono quelle di pertinenza dei pochi residenti, circa una quindicina a monte di Ponte Umin, e di alcuni privati. Gran parte di queste persone vivono da sole e molte di esse sono vedove anziane, pensionate, ma che, con grande determinazione, mantengono la loro casa, le pertinenze, il territorio, le relazioni con parenti, amici e… visitatori. Siamo andati a trovarne alcune e a sentire la loro storia davanti ad un buon caffè.

Sempre sorridente, malgrado gli anni, gli acciacchi e le contrarietà della vita, Laura ci accoglie volentieri: «Entro, entro! che fa fret!»: ha 83 anni, è nata a Cullogne, suo padre era colono in Orsera, allora proprietà dei Zugni-Tauro. Di cinque fratelli è rimasta lei; anche il marito, che aveva sposato nel 1958 e da cui ha avuto quattro figli, è morto a 46 anni. Le è morto anche un figlio e anche sua figlia è vedova da tempo e abita in Valle. Altri due figli stanno a Cortina.

Laura ha frequentato solo le scuole elementari in Valle e poi si è trasferita a Cortina per il lavoro come collaboratrice domestica, presso vari privati, per 40 anni! Nel 2003 ha deciso di tornare in Valle: coi propri risparmi ha ristrutturato la casa, dotandola di tutti i servizi ed arredandola all’Ampezzana, con un grande piòl sempre colmo di splendidi gerani rossi che deve difendere ogni sera con una rete dai cervi che si ergono sulle zampe posteriori per mangiarli!

«Come si sta in Valle, Laura?» le chiediamo. «Bene, d’estate: si può uscire, c’è sempre qualcuno per scambiare due chiacchiere, posso dedicarmi all’orto e al giardino. D’inverno, invece, specie il pomeriggio, soffro di solitudine, il tempo non passa mai, non viene nessuno, siamo lontani da tutto. Ho la sola compagnia della mia Birba, una bella e vivace gattina. Sì, quando il telefono fisso funziona (la telefonia mobile non ha rete) parlo coi miei figli, i parenti e gli amici ma… per fortuna ho una vicina con cui scambiare quattro chiacchiere durante il giorno e con cui ci aiutiamo a vicenda». Poi abbiamo dei vicini da Padova ed i cacciatori che ci aiutano a mantenere il territorio intorno. «Ma in questi ultimi anni abbiamo avuto vari problemi con la strada, unico accesso per la spesa, il medico, commissioni e urgenze varie; adesso, con la chiusura di Orsera, ci sentiamo ancor più isolati, ma… tiriamo avanti!».

Andiamo poi dalla vicina Rosa, che ha 87 anni, terzogenita di sei fratelli, fra cui Chico, deceduto 20 anni fa, la Rina da qualche anno, Maria e Mario recentemente. Dopo aver lavorato 12 anni come cameriera all’Hotel Venezia a Cortina, aveva sposato “Bibe” De Bastiani il 26 ottobre 1963, e dai Brandalise era andata a stare in una casa «senza acqua corrente, senza bagno, riscaldamento, elettricità e telefono». Vivevano di agricoltura con 3-4 mucche e di lavori nel bosco. Ha avuto tre figli, con cui è molto legata, che abitano fuori dalla Valle, ma è rimasta vedova dal 13 febbraio 2011, per cui vive con un bel cane, la vecchia gatta di Bibe, “Freccia”, e ultimamente con una badante, dopo una rovinosa caduta sul ghiaccio.
«Qui sono sempre stata bene, era tutto abitato e lavorato, si vedeva tanta gente; venivano anche gli ambulanti, come Maurizio per la frutta e verdura, ma adesso non c’è più nessuno; le giornate, specie i pomeriggi, sono lunghe, eterne. Non guardo più la TV: da tempo solo cattive notizie, allarmi, disgrazie oppure stupidaggini. Per fortuna beviamo il caffè tre volte al giorno con Laura e ci facciamo un po’ di compagnia e ci aiutiamo ma…».
Ma capiamo che un domani molto difficilmente qualcuno verrà a risiederci ed a fungere da sentinella e manutentore del territorio; intanto però, malgrado tutti locali siano chiusi, un caffè caldo e un piatto “de bona ziera” si trovano ancora in Valle per passare insieme un pò di tempo in filò: andiamoci!

Galleria Immagini

Acegli l’area tematica che più ti interessa oppure clicca sulla casa per ritornare alla Pagina Principale del sito.