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Le tentazioni dei giovani

l'arte del regista Lorenzo Cassol

Le tentazioni dei giovani

l'arte del regista Lorenzo Cassol

Una girandola gialla che gira nel vento, poi due, tre, tantissime girandole. Molti sorrisi, una riflessione sull’energia che porta a grandi cose. È la pubblicità di Eni Gas e Luce (avete presente, no, il cane giallo con sei zampe?). Uno sguardo limpido e poetico, per
parlare di fonti rinnovabili e di intraprendenza. Lo sguardo da un ragazzo di 22 anni. Il regista e l’autore della sceneggiatura è Lorenzo Cassol, di Meano di Santa Giustina.

Lorenzo, cosa ha di particolare lo sguardo da dietro una cinepresa?
È una narrazione soggettiva: io decido cosa farvi vedere, se un dettaglio o un panorama, un colore o un bianco e nero, io interpreto una storia e voi la vedete con i miei occhi. Nessun’altra arte ha questa esclusività. A teatro scelgo cosa guardare: il palco, le scene, i costumi. La poesia mi trasporta in mondi privati e personali, la musica può voler dire a ciascuno di noi cose diverse. Con il cinema no. È lo sguardo del regista quello da cui parte tutto. Lo trovo affascinante.

Un rapporto esclusivo, non c’è dubbio. Come ci sei arrivato all’idea di intraprendere il mestiere del regista cinematografico?
Io non sono mai stato un cinefilo accanito, uno di quelli che sa tutto di film, sceneggiatura, regia. Semplicemente la voglia di osservare con occhi diversi e molta curiosità. Sembra un mondo lontanissimo dalla quotidianità di un ventenne di Santa Giustina, Belluno, provincialissimo Nord Est. In realtà non è così.
Da che parte si comincia?
Io da un gruppo di amici che mi vengono dietro, e da una comune telecamera. E da un’idea che mi ha portato all’età di sedici anni ad avere in una sala cinema di città (il cinema Italia di Belluno), un piccolo film con grandi ambizioni. Successivamente insieme ad alcune persone conosciute durante il mio percorso di formazione, abbiamo sviluppato la sceneggiatura del corto “L’Aurora”, con la quale abbiamo vinto il bando del Ministero delle Pari Opportunità.

Un bel salto di qualità!
Certo, mi sono trovato da “progetti casalinghi” a un budget importante, con professionisti da scegliere, tecnici da coordinare. È stato entusiasmante, l’idea prendeva forma.

Come si trovano le persone con cui collaborare?
La casa di produzione già collabora con tecnici, attrezzisti, anche se si finisce per lavorare con persone che si conoscono e con le quali ci si trova bene. Per gli attori invece si effettuano dei casting. Nessuno mi ha mai sottovalutato per il fatto che sono giovane e con poca esperienza.
Il regista è il regista: io preparo la scala colori per il costumista, il direttore della fotografia lo scenografo, faccio il casting degli attori e decido che inquadrature fare.

Cos’è esattamente una scala colori? L’abbiamo appena scoperto con Christian Gazzi in fase di post produzione, ma come funziona in fase di ripresa?
È sostanzialmente il colore di fondo che voglio dare al mio racconto. Sembra banale, ma non lo è affatto: se la felpa del protagonista è rossa o blu cambia l’effetto sull’ inquadratura e sulla scenografia. Per esempio, non lo faremo sedere su un divano blu per evitare l’effetto tappezzeria!

E come si affinano questi aspetti?
Studiando e lavorando. Io frequento il Centro Sperimentale di Cinematografia di Milano. Abbiamo dei grandi professionisti come insegnanti, sia per l’aspetto tecnico (per quanto ovvio devi sapere come funziona una telecamera seria e cosa fa il direttore della fotografia, ad esempio) che per quello artistico: come si sviluppa un’idea, si scrive un soggetto, si collabora con uno sceneggiatore.

Un ambiente dinamico e vivace insomma, nella grande città!
Certo che sì, anche se è uno studio cosi impegnativo che ti tocca rinunciare alla tua vita sociale. (ride) Noi siamo in 15 in classe, collaboriamo molto tra noi, facciamo progetti insieme.

Ho visto che il corto per Eni gas e luce è girato in Cansiglio, e L’Aurora a Feltre. Come mai sei cosi attaccato alla tua terra?
È un ambiente che conosco benissimo e in grado di prestarsi a qualsiasi tipo di set cinematografico. Abbiamo natura incontaminata, panorami mozzafiato, città antiche, borghi suggestivi. Il tutto pressoché inedito e sconosciuto per il cinema. Sto cercando di promuovere il nostro territorio anche tra i miei colleghi: quelli che lo hanno visto ne restano incantati.

Ti piacciono le storie brevi o sono come dire l’anticamera per arrivare a fare un film?
In realtà i corti e le pubblicità sono dal punto di vista creativo molto stimolanti: hai poco tempo per dire quello che devi, far passare il messaggio. È un lavoro di cesello e di incastro: una situazione che parla da sola o che ti lancia un amo perché tu ci pensi. È il caso di “L’Aurora”, il corto realizzato per il Ministero della Pari Opportunità, sul tema della violenza alle donne. È una storia di immagini, di suggestioni, di ricordi che senza essere invasiva porta lo spettatore a quello che volevo raccontare.

Shakespeare diceva che le tentazioni i giovani le trovano in se stessi. Quelle di Lorenzo hanno la forma di tante girandole gialle che si muovono nel vento.

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