La prima opera di Giuseppe Segusini per il Duomo di Feltre fu – come si legge in un suo scritto – un “tabernacolo da eseguirsi in legno per l’altare di San Gerolamo in Feltre i1821 fu eseguito anche la parte materiale fu eseguita in questo lavoro dallo stesso suo autore”. A proposito della sintassi zoppicante dello scritto, si deve osservare che egli stesso lamentava di non aver potuto seguire studi umanistici adeguati. A proposito invece del fatto che egli avesse non solo disegnato e progettato il tabernacolo, ma lo avesse materialmente eseguito, dobbiamo considerare che da giovane aveva lavorato, per mantenere la sua povera famiglia, nella bottega di un falegname, di notte poi era garzone di un fornaio.
L’altare del Beato Bernardino Tomitano (1856) “venne encomiato da poesie in istampa”. L’altare è adorno di una pala di Francesco Agosti (1822- 1879) che rappresenta il Beato Bernardino che riesce a portare la pace fra due famiglie nemiche, Odescalchi e Baglioni, di Perugia. Il tabernacolo maggiore per la cattedrale di Feltre “in stile gotico” (1857)” venne eseguito con lode.
Il monumento per la contessa Lucrezia Avogadro (1838) “eseguito in marmo di Carrara, ottenne pubbliche lodi”. Nel catalogo generale dei beni culturali l’opera è attribuita allo scultore Antonio Giaccarelli (1799-1838), nella descrizione viene citato anche il marito di Lucrezia, Antonio Bianco, e si legge che non è stata possibile una valutazione completa a causa di un confessionale posto proprio davanti al monumento.
Ipotizzo che le frasi dell’epigrafe fossero state così censurate. La scritta parla di una donna “di sembianze, di mente, di costumi angelica” che fu sepolta assieme al “frutto acerbo del nostro amore sei mesi appena portato” e che un infelicissimo giorno “con subita rapina a coniugali amplessi crudelmente la tolse”. L’allestimento attuale ne permette la visione completa.
Ancora, il cenotafio nella cattedrale di Feltre per papa Gregorio XVI (1847), al secolo Bartolomeo Alberto Cappellari, che nacque nella villa di famiglia a Mussoi il 18 settembre 1765, divenne Papa nel 1831 e morì nel 1846. “Per le sue esequie Segusini progettò un catafalco magnifico, che anche in quest’incontro non venne meno a se stesso ed alla fama in altre occasioni acquistata”: parole di Florio Miari nelle sue “Cronache bellunesi inedite” (Tipografia deliberali, 1865).
L’architetto, oltre che dell’allestimento funebre nella cattedrale di Feltre e Belluno alla morte del Papa, è autore anche del palazzo della famiglia Cappellari della Colomba (1835) nella attuale piazza dei Martiri. L’edificio è in stile neoclassico con bellissime colonne a doppia altezza su una base bugnata e segue, nella facciata ad est, la dolce curvatura della strada.