Te se ti, de ti el to confin” è il verso di una canzone di Gianni Secco e il titolo della bella mostra di maschere lignee curata dall’associazione Arca dei volti, tenuta alla sala mostre del Municipio di Limana in occasione dei festeggiamenti per San Valentino.
«La maschera è il mediatore per essere altro, non c’è più il limite che il mio essere impone. Con la maschera i confini vengono meno», spiega Sara Andrich, vicepresidente dell’associazione. Arca dei volti, fortemente voluta da Gianni Secco e Beppino Lorenzet, accoglie una sessantina di associati e compie principalmente un’attività di ricerca e di studio sulle maschere della tradizione bellunese. Le maschere di legno di cirmolo o di tiglio esposte a Limana, un’ottantina in tutto, sono frutto di corsi tenuti alla Scuola del legno di Sedico. Sono tutte calzabili sul viso, vengono esposte in diverse mostre della provincia e sono anche utilizzate per manifestazioni teatrali di piazza. A Limana, infatti, il 16 febbraio, sono state portate in corteo, indossate in modo giocoso e coinvolgente.
«L’idea è quella di creare dei veri e propri momenti di teatro di strada, cercando di dare un significato più ampio alla maschera, non solo legata alla tradizione popolare bellunese, quindi, ma fruibile anche in altri luoghi e in contesti diversi» conclude Andrich.