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Lattebusche: crescere puntando alla materia prima

L’attenzione ai propri soci è la carta vincente

Lattebusche: crescere puntando alla materia prima

L’attenzione ai propri soci è la carta vincente

Sin dal lontano 1954, quando nacque la Latteria sociale cooperativa della Vallata Feltrina, Lattebusche ha assunto un ruolo che va ben oltre quello di essere un’industria lattiero casearia. Oggi è un simbolo virtuoso dell’essere protagonisti del territorio, basando la sua azione su pilastri fondamentali.

Per prima un’identità che da 60 anni opera nel comparto del latte con serietà, nel rispetto per l’ambiente in cui opera, che costituisce la base naturale per la genuinità della materia prima, ossia il latte crudo. La qualità è la semplice, ma la più efficace formula in cui l’azienda crede; poi la stima e la soddisfazione dei clienti, e infine, la loro fiducia.

A parlarci di Lattebusche è Matteo Bortoli , Responsabile Marketing, iniziando dai numeri: «312 soci che producono quasi 4.000 quintali di latte al giorno in 7 province. Il latte, vero elemento distintivo, è tutto dei nostri soci allevatori, quasi tutti nel Veneto e in parte a Sappada, ora in provincia di Udine. Nel 1954 c’era ancora una situazione molto parcellizzata: pochi proprietari terrieri, poca cultura, economia di sopravvivenza, forte emigrazione, terreni frazionati con piccoli o piccolissimi allevamenti e tante piccole latterie. Una condizione difficile. Durante una prima fase l’azienda produce conto terzi, anche a marchio di alcune grandi aziende, ma ben presto ci si rende conto che non c’è sostenibilità.

Dal 1980 c’è un salto molto importante: l’azienda cresce su due pilastri: qualità e innovazione. Fondamentali per la crescita l’innovazione di pensiero e tecnologica, l’orientamento al mercato e la specializzazione del personale che generano vantaggi competitivi, poi vengono fatte scelte strategiche come 23 fusioni per incorporazione mantenendo sempre i principi di partenza».

QUALITÀ E INNOVAZIONE
«Lattebusche è tra le prime realtà in Italia a pagare i soci in base alla qualità effettiva, orientando la produzione ad un continuo miglioramento. Fondamentale è la garanzia igienico-sanitaria. Lattebusche sviluppa rigorosi controlli lungo la filiera, materie prime, semi lavorati e prodotti finiti, oltre 500 mila all’anno. Sul fronte delle certificazioni lo stabilimento di Busche è stato il primo in Italia nel settore lattiero caseario ad ottenere la certificazione Sistema di Gestione qualità Uni EN ISO 9002 e ambientale ISO 14001».

SOSTENIBILITÀ A 360°
Prosegue Bortoli: «Oggi si parla di sostenibilità. Per garantire il rapporto con il territorio, da sempre utilizziamo solo materia prima locale dei soci produttori, dando forza alla filiera produttiva e all’agricoltura, che crea indotto economico, tiene il territorio curato ed è anche un’importante risorsa per il turismo.

Anche per la funzione sociale, in una zona ad alto spopolamento come la nostra provincia, è importante sostenere questi valori. Un esempio pratico? Abbiamo creato una specie di piccola area biologica a Padola, in Comelico, supportando le aziende agricole della zona per produrre il latte biologico, confezionato poi con il tetrapack che proviene da fonti rinnovabili, dove anche il tappo è di origine vegetale».

PREMI
Più di 20 sono i riconoscimenti dal 2003 ad oggi oltre a 9 premi legati alla sostenibilità; l’ultimo, relativo al prodotto, è il Diamond Taste Award, conseguito nel 2022 a Bruxelles grazie al Piave DOP Vecchio selezione Oro, riconoscimento assegnato, da una giuria di chef d’elite appartenenti alle più importanti associazioni internazionali, ai prodotti che hanno ricevuto il Superior Taste Award con la massima valutazione per 7 volte nell’arco di 10 anni.

STABILIMENTI E PRODOTTI
Nei sei stabilimenti di Busche, Chioggia (VE), Sandrigo (VI), San Pietro in Gu (PD), Camazzole (PD), Padola (BL) si producono latte pastorizzato; formaggi duri e semiduri come Piave, Montasio, Dolomiti del Parco, Nevegal, Dolomiti; freschi come yogurt, ricotta e mascarpone; gelati e sorbetti, Grana Padano, formaggio DOP Asiago. Oltre che nei mercati regionali, l’azienda distribuisce nelle catene e nelle grandi distribuzioni in Italia, con i formaggi duri e semiduri. All’estero arriviamo negli Stati Uniti e in oltre 50 paesi con il Piave e il Grana.

Continuo l’investimento per l’ammodernamento degli impianti in modo che si possano mantenere le caratteristiche organolettiche della materia prima, mantenendo la sicurezza alimentare con elevati standard.

L’azienda ha sempre cercato di svilupparsi in armonia con il territorio generando un impatto positivo sulle
comunità locali e puntando, in quanto cooperativa, sul latte dei propri soci produttori.

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