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L’arte di Renata Fregona

L’arte di Renata Fregona

“La pittura è un poesia muta, ma la poesia è una pittura cieca”.
Questa massima di Simonide è molto cara a Renata Fregona, limanese trapiantata a Trichiana che fin da piccola ha dimostrato una spiccata propensione per il disegno e la pittura. Ora che è diventata grande (ha 63 anni), questa passione non l’ha di certo abbandonata e basta entrare a casa sua per vederne i risultati: alle pareti decine di quadri decorano l’abitazione di Frontin, creando una vera e propria galleria d’arte.

Come hai sviluppato la tua attitudine nel tempo?
«Inizialmente, nei primi anni ‘80, sono stata guidata dai pittori Giorgio De Min e Arturo Faganello, poi frequentando corsi organizzati con artisti locali su pittura con china, carboncino e colori ad olio, ma è su quest’ultima tecnica che si basa tutta la mia produzione. Inizialmente usavo i pennelli, ma ora prediligo le spatole. Dipingo su pannelli di faesite soprattutto paesaggi ma non disdegno la figura, in special modo se c’è la presenza delle mani che movimentano la scena. Ho una propensione verso i colori freddi.»

Dove prendi gli spunti per i tuoi quadri?
«Non dipingo dal vivo perché richiede troppa velocità, le luci cambiano in fretta. Traggo spunto da foto che trovo su riviste o cataloghi, oppure se vedo un paesaggio o uno scorcio che mi piace, lo fotografo e in seguito lo riproduco. Preferisco che le immagini siano in bianco e nero, di modo da poter dare la mia interpretazione tramite il colore. Non lavoro su commissione, per me dipingere è libertà sia nei tempi che nei modi.»

Che sensazioni ti dà dipingere?
«Come ho già detto, innanzitutto un senso di libertà: mentre dipingo il tempo scorre veloce e la mente viaggia libera. Dipingo in base allo stato d’animo del momento, quindi mi capita di avere più lavori in corso, anche se in realtà una volta che inizio un quadro mi piace portarlo a termine. Sono perfezionista ma consapevole che spesso troppe modifiche finiscono per rovinare l’opera e allora mi impongo un limite.

Di solito disegno di sera: una volta sbrigati gli impegni che una famiglia richiede, mi chiudo nel mio studio e lascio i pensieri fuori dalla porta. Questa attività mi gratifica, io dipingo per me stessa innanzitutto, poi se a qualcuno apprezza i miei lavori, ovvio che mi fa piacere!»

Hai esposto i tuoi lavori in qualche mostra? Ne hai in programma?
«Sono una persona molto riservata e non amo molto esporre ed espormi. Ho fatto la mia prima personale nel 2010 a Limana con il Comune. Poi nel 2011 ho portato i miei quadri al Nof Filò di Cencenighe assieme ad una collega, mentre sul finire dello stesso anno la Pro Loco di Trichiana ha allestito una mia personale al Palazzo Tina Merlin.

Ho esposto mie opere anche in alcune mostre collettive, una delle quali si tiene dal 17 febbraio a cura dell’Associazione Culturale Civicamente APS nei locali in Via Saubens 2 a Trichiana, dove c’era la gelateria. Resterà aperta fino al 30 marzo.»

Hai ricevuto premi per le tue opere?
«Qualche soddisfazione me la sono tolta… Nel 2011 ho vinto il premio “Madonnina” a Vigolo Vattaro (TN), sono stata segnalata al Concorso di San Valentino che fino a qualche anno fa si teneva a Limana, oltre ad altri riconoscimenti che ora non ricordo perché, nonostante le insistenze di mio marito, non ho mai provveduto a raccogliere ordinatamente tutto ciò che concerne il mio hobby.»

In realtà, saper dipingere non è l’unica tua dote…
«Mi piace tutto ciò che ha a che fare con la manualità e la fantasia, come colorare sassi o creare composizioni con materiali naturali. Gli spunti li prendo quando giro per mercatini o partecipo a manifestazioni di artigianato perché non sono per nulla tecnologica. A tal proposito, chi volesse vedere le mie opere non le troverà online, ma la porta di casa è aperta a tutti!»

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