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L’arrivo del telefono a Villabruna

Seconda parte

L’arrivo del telefono a Villabruna

Seconda parte

24/10/1941 – XIX era fascista. La Telve scrive alla Prefettura e per conoscenza al Comune comunicando le condizioni per le quali potrebbe aderire alla richiesta. Prima alternativa: con filo d’acciaio zincato da 3 mm. £. 23.000 (ma per il momento non hanno il materiale!); seconda alternativa con lega allunimio Aldrey (£. 27.700); terza alternativa con circuito in lega allumio Aldrey e fornitura in opera da parte del Comune della palificazione di castagno (£. 15.000), il contributo annuo di manutenzione ammonta a £. 500.

13/11/1941 -XIX e.f. La Contessa Ada Bellati scrive al Comune una perentoria e decisa lettera che recita: “Non mi avete più dato notizie del telefono di Villabruna, abbiate la cortesia di trasmettermi a che punto stanno le pratiche perché, come scrissi altre volte, i frazionisti di Villabruna hanno necessità assoluta di detto telefono”.

11/02/1942 – XX e.f.. La Prefettura di Belluno scrive al Commissario Prefettizio: “ Si trasmesse l’accluso esposto pervenutomi dai frazionisti di Villabruna per l’attivazione dell’impianto telefonico”. Interessante la Petizione che recita tra l’altro: “… il paese di Villabruna dista km. 6 da Feltre, è sprovvisto non solo di un medico, ma perfino di una farmacia”. “Per le frazioni di Grum, Boschi, Lasen, Arson, Vignui detta necessità è maggiormente sentita specie nella stagione invernale, Villabruna 27 ottobre 1941 – XIX”, tra le firme si riesce a leggere: Antonietta Rossi, Giuditta Zugni Tauro de Mezzan, Ada Bellati De Marchi, Conz Bellino Maria, Avv.to Carlo Bizzarini, Elsa Zugni Tauro, Salvadori Antonio, Bragagnolo Domenico, Cecchin Giorgio, Sacchet Emilio, De Zordi Leandro, don Antonio Scopel parroco.

05/12/1942. La Prefettura di Belluno scrive al Commissario Prefettizio di Feltre: “Mi vengono rivolte vive premure per l’impianto del telefono in frazione Villabruna. La direzione delle Telve, a causa delle note difficoltà negli approvvigionamenti, aveva proposto di rinviare a tempi migliori le trattative per tale impianto”.

L’ultimo documento è uno schema convenzione del 1941 “tra il Comune di Feltre e la Società Telve con sede a Venezia, rappresentata dal signor dottor Alberto Marcon”, con la quale si recita in sunto: la Telve si obbliga di eseguire i lavori di collegamento telefonico della frazione di Villabruna a Feltre e si impegna a provvedere: a) all’impianto della linea e del posto telefonico pubblico, all’impianto del centralino per gli eventuali abbonati; alla manutenzione ordinaria e straordinaria delle linee, del posto pubblico, del centralino e degli impianti degli abbonati, al versamento di un compenso annuo per il servizio del centralino e del P.T.P. (posto telefonico pubblico, ndr), al pagamento delle tasse governative per l’esercizio […]; il Comune di Feltre si obbliga: a) di fornire a sue spese locali idonei e decorosi in comune accordo con la Telve; b) di designare alla Telve […] la persona o le persone idonee a gestire il servizio telefonico sia per il pubblico che per gli abbonati; c) di concorrere alle spese di impianto con un versamento a fondo perduto di £… (?); l’importo non è specificato, probabilmente sarebbe stato concordato alla firma della convenzione.

Da quanto raccontano gli anziani del paese il posto telefonico, presumibilmente installato tra il 1942 e 1943, era ubicato nella stanzetta attigua all’attuale osteria-bar, con cucina, allora di proprietà della famiglia Nando Conz, e consisteva in una cabina in legno in lato sinistro entrando nella saletta, adattata alle misure del locale.
Fino agli anni 60-70 del Novecento funzionava un servizio di avviso di chiamata, cioè il gestore, tramite ragazzetti o clienti, avvisava la persona che alla tal ora sarebbe stata chiamata via telefono… una conquista! Ora da tempo a Villabruna non c’è più un posto telefonico pubblico per mancanza di traffico: tanto ognuno, purtroppo pure i bambini, ha il proprio cellulare.

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