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L’Antica “biraria” di Masarè

il birrificio di Alleghe

L’Antica “biraria” di Masarè

il birrificio di Alleghe

Dopo aver parlato del Birrificio di Longarone, nel numero scorso, parleremo della Fabbrica Birra Alleghe, non prima però di aver ringraziato l’amico e storico della birra italiana Michele Airoldi per l’apparato storico e iconografico. L’articolo “La Biraria” di Alba Case, apparso su “Alle Gue del Civetta” (bollettino della parrocchia di S. Biagio di Alleghe) in data imprecisata, e il libro “Antiche Birrerie Italiane” di Michele Airoldi sono i due testi che ci permettono di ricostruire questa storia dimenticata. Naturalmente i lettori che avessero altre informazioni e documenti possono contattare l’autore per arricchire la ricostruzione.

A Masarè, frazione del comune di Alleghe, verso i primi del Novecento, Paolo De Toni (nato ad Alleghe il 9 gennaio 1871) costruisce, sopra i detriti di una frana del Monte Piz, una struttura per la produzione di birra. Le prime bottiglie riportano la dicitura in rilievo “Società Birreria Masarè”, sostituita successivamente da Fabbrica Birra Alleghe.
Per la produzione brassicola, la pulizia delle bottiglie e la produzione di elettricità il comune di Alleghe diede, in concessione al Birrificio, il Ru-alt, un affluente del torrente Cordevole, il principale affluente del Piave.
L’impianto era in pieno regime produttivo in primavera e in estate, dando lavoro a 15/18 operai che diventavano due nel periodo invernale.

La birra prodotta veniva infustata e imbottigliata e successivamente trasportata da due camioncini chiamati “Americana” e “Spa”, muniti di un piccolo rimorchio, ma nella “scuderia” erano presenti anche un cavallo con relativo carretto e una slitta per l’inverno. Conosciamo anche il nome di uno dei mastri birrai tedeschi che vi lavoravano: Jiulius Sefiez.

Anche a quel tempo lo Stato esigeva i suoi tributi e la Guardia di Finanza vigilava sulla produzione: a quel tempo togliere i sigilli per cominciare la “kòta” senza autorizzazione comportava la carcerazione! È doveroso ricordare, infatti, che le origini della Guardia di Finanza risalgono al 1° ottobre 1774 allorché venne costituita la “Legione Truppe Leggere”, per volere del Re di Sardegna, Vittorio Amedeo III. Questo Corpo speciale venne istituito appositamente per il servizio di vigilanza finanziaria sui confini, oltre che per la difesa militare delle frontiere. A questo riguardo, nell’articolo sopra citato, Alba Case riporta la testimonianza di Ines Da Pian: “Le finanze le era sempre kua per lege, kande i feva la kòta i metea i sigili a le portele…Sta bira la era bona, i ghén vendea da per dut per Agort i per Tiser…”.

La prima guerra mondiale influì parzialmente con la produzione che riprese la sua piena attività al termine del conflitto, anzi aumentò sia di qualità che di quantità con relativo ampliamento del fabbricato; tanto è vero che nel 1923 la Fabbrica di Birra Alleghe vinse un premio e ottenne un attestato alle “Esposizioni Riunite del Lavoro” a Milano.

Per quanto riguarda le materie prime (orzo e luppolo) venivano importate dalla Cecoslovacchia orientale, in particolare da Brno, la seconda città dell’attuale Repubblica Ceca dopo Praga. Nel 1930, purtroppo, il Birrificio cessa ogni attività produttiva.

Nota per i lettori: il blog Beer Academy (https://mondodellabirra.blogspot.com/)dedicherà un post al Birrificio di Alleghe; l’autore sarà felice di inserire materiale inedito. Scrivere all’e-mail anticodominio@gmail.com

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