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L’anello della Val Belluna

il percorso cicloturistico ideato da FIAB Belluno

L’anello della Val Belluna

il percorso cicloturistico ideato da FIAB Belluno

L’ampia, ondulata Val Belluna, bordata a nord dal Parco delle Dolomiti Bellunesi e a sud dalle Prealpi, caratterizzata da un paesaggio agrario ancora intatto e ricco di grande biodiversità, è un angolo di Veneto che offre incredibili opportunità per il cicloturismo. FIAB Belluno ne è convinta da anni, e da anni lavora per unire le città d’arte di Belluno e Feltre con un percorso ciclabile di fondo valle, con minimi dislivelli, su piste ciclabili e stradine a basso traffico, adatto a tutti, anche alle famiglie con bambini. Le vicine ciclabili della Valsugana e della Val Pusteria insegnano che un percorso ciclabile di questo tipo, facile e sicuro, attrae migliaia e migliaia di cicloturisti ogni anno.

Il sogno di FIAB Belluno è ora realtà: la passerella ciclabile sul torrente Salmènega, realizzata dal Comune di Santa Giustina nel 2022, è il tassello che ha permesso all’Anello della Val Belluna di ricevere la qualifica di “Ciclovia di Qualità” nel sito Bicitalia -https://www.bicitalia.org/it/percorsi/245-anello-della-val-belluna – L’idea, nata vent’anni fa con il motto “Vogliamo Belluno-Feltre ciclabile”, sostenuta dal Coordinamento FIAB Veneto e dalle amministrazioni locali, si è ora materializzata in un percorso ad anello di 80 km. Ma il lavoro non è ancora finito.

Se davvero vogliamo che la Val Belluna diventi attrattiva come la Valsugana e la Val Pusteria è necessario sviluppare una tabellazione omogenea, una adeguata promozione e la messa in sicurezza di un ultimo chilometro a Busche. Al fine di ottenere un riconoscimento regionale ufficiale della ciclovia, FIAB Belluno ha fatto richiesta (febbraio 2022) alla Regione Veneto che l’Anello della Val Belluna sia inserito nella REV – Rete Escursionistica Veneta – al pari, ad esempio, dei percorsi ciclabili “Anello dei Colli Euganei” e “Anello della Donzella” nel delta del Po.

La Val Belluna, non ancora toccata dal turismo di massa, è ideale per una vacanza in bicicletta. Belluno, Feltre e Mel, uno dei “Borghi più belli d’Italia”, meritano una visita senza fretta e il variegato paesaggio agrario della Val Belluna offre suggestivi spunti per una sosta: ville venete, piccoli ma pregevoli musei, aree naturalistiche, chiese affrescate. A partire dall’Anello si diramano ciclo-escursioni, di vario impegno e difficoltà, sia di interesse naturalistico e paesaggistico, ad es. la Valle del Mis e la Val Canzòi nell’ambito del Parco delle Dolomiti Bellunesi, sia di interesse artistico e storico, ad es. il Santuario dei SS Vittore e Corona, con preziosi affreschi di scuola, Giottesca, o il turrito, solitario Castello di Zumelle. Ecco perché nel 2023 “il Veses”, a partire da questo numero che illustra l’Anello della Val Belluna, vi regalerà una serie di dodici percorsi ciclistici inediti, uno al mese, per varie tipologie di ciclisti e biciclette: cicloturismo, gravel, mountain bike. Ma questo sarà solo un assaggio, perché il team editoriale de “Il Veses” ha in vista la pubblicazione di una vera e propria guida cicloturistica della Val Belluna, allargata al Feltrino e all’Alpago, una guida a cui FIAB Belluno ha collaborato con entusiasmo, una guida riccamente illustrata che stimolerà la voglia di andare in bicicletta alla scoperta di una valle, la nostra Val Belluna, che continua a sorprendermi per la sua bellezza in ogni stagione.

Caratteristiche generali
La Val Belluna è ampia, ondulata, bordata a nord dai monti del Parco delle Dolomiti Bellunesi e a sud dai più dolci pendìì delle Prealpi. Il percorso ciclabile che da Belluno va a Feltre in destra Piave (ca 36 km), prima sale sul colle di Villiago, con splendida veduta a 360° sulla Val Belluna, poi scende e percorre l’ampia pianura di Sedico e Santa Giustina. A Salmènega sale di nuovo (1 km) in un incontaminato paesaggio pedemontano, per scendere infine a Feltre lungo piacevoli e tranquille stradine di campagna. Il ritorno lungo il percorso della sinistra Piave (ca 42 km), dapprima segue il pianeggiante solco vallivo tra i monti Telva e Miesna. Ci si porta così a Busche dove si attraversa il Piave su ponte ciclabile. Si percorre quindi l’ampia campagna di Lentiài e si sale (ca 1 km) sul colle panoramico di Mèl, uno dei Borghi più belli d’Italia. Infine, sempre con un percorso lievemente ondulato su stradine di campagna, si rientra a Belluno, arroccata sul promontorio tra Piave e Ardo.

Notizie pratiche
Si consiglia di scaricare la traccia dal sito https://www.bellunoinbici.it/bs_gpx_view.asp. Infatti la ciclovia è, al momento, segnalata solo con segnavia adesivi gialli recanti la scritta “Anello della Val Belluna”, freccia direzionale rossa e QR code per scaricare la traccia. Lungo il percorso sono comunque presenti tabelle cicloturistiche, ma di varia tipologia il che potrebbe ingenerare confusione. Da Belluno a Santa Giustina sono presenti tabelle marroni con indicazioni bianche, mentre nel tratto da Santa Giustina a Feltre attualmente non c’è tabellazione. Lungo il percorso della sinistra Piave, nel tratto da Feltre a Cesana sono presenti tabelle della ciclovia Claudia Augusta, mentre da Cesana a Belluno sono presenti le tabelle “Ciclabile della Sinistra Piave”. Si consiglia di percorrere l’Anello in senso antiorario, da Belluno a Feltre in destra Piave e da Feltre a Belluno in sinistra Piave sia per evitare un paio di ripide salite, sia perché più sicuro nel tratto su strada statale a Busche.

Descrizione
Comodo punto di partenza è la stazione ferroviaria di Belluno. Ci si immette subito nella pista ciclabile di via Feltre e in breve si raggiunge Salce (Villa Giamosa sec. XVII e bella fontana con lavatoio), si prosegue in discesa per stradina secondaria in parte sterrata, e si prende a sinistra la ciclabile a lato della statale che continua, in dolce salita fiancheggiata da carpini fino a Villiago, quindi si scende dritti fino a raggiungere Longano, dove il percorso diviene completamente pianeggiante. A Bribanèt (oratorio di San Nicolò del 1500) si attraversa il torrente Cordévole e, per strada pianeggiante di campagna praticamente priva di traffico, si arriva all’antico Mulino di Santa Libera, restaurato e visitabile all’esterno. Superato il torrente Vesès su passerella ciclabile, si raggiunge la stazione ferroviaria di Santa Giustina, si aggira il campo sportivo sbucando a Formegàn, si attraversa la ferrovia e, in Piazza Madonna di Settembre, si svolta a destra percorrendo le seminascoste e strette via Interna, via S. Osvaldo e via Pescamìn. Appena prima della statale si prende a destra e, pedalando nel verde, si giunge alla graziosa località di Salménega, dominata da Villa Azzoni-Avogadro (XVII sec). Si oltrepassa il torrente Salménega su passerella ciclabile e, dopo una salita di ca 1 km, si svolta a sinistra in via Col de Braghe arrivando a Pez.

La ciclovia da Pez a Busche attraversa un intatto paesaggio agrario pedemontano, molto piacevole.
Prima di Busche, si imbocca la ciclabile sterrata sulla destra che, correndo a lato della ferrovia, sbuca sulla strada statale in località Pont. Si segue la statale (attenzione!) per 1 km, abbandonandola per salire a destra su via Lipòi. Il paesaggio campestre di quest’ultimo tratto è particolarmente rilassante. In breve, si raggiunge Vellài ed infine, attraversata via Bagnols sur Cèze sulle strisce pedonali, si sale in Piazza Maggiore passando sotto la medievale Port’Oria.

Si esce da Feltre lungo via Tortesèn, attraversata la statale su passaggio pedonale, si prosegue – via V. Cumano, via Cavour, via San Paolo, via Vigne Basse, via Sot le Vigne, fino ad oltrepassare il sottopasso ferroviario, qui si svolta a sinistra e si prosegue, agevolati da segnavia e tabelle, fino alla statale che si segue per 1 km, quando, a Busche, si ritrova la ciclabile. Attraversato il Piave e la strada provinciale (semaforo a chiamata) si arriva alla frazione di Cesana (chiesetta di San Bernardo del XII sec e palazzo Pretorio del XVI sec). All’uscita del paese si prende a sinistra la strada campestre sterrata che attraversa l’ampia e bella campagna a valle dell’abitato di Lentiai (chiesa Arcipretale, monumento nazionale) e termina a Bardies (chiesa di Sant’Antonio Abate, interamente affrescata e area naturalistica dei Laghetti della Rimonta). Da qui si segue la vecchia provinciale in leggera salita, e si sovrappassa la provinciale.

Prima per ciclabile, poi per strada secondaria si raggiunge (1 km di salita) l’abitato di Mel, con la bella piazza su cui si affacciano nobili palazzi. Da Mel a Limana si pedala lungo strade di campagna immerse nel verde. Il percorso è ben segnalato (segnavia adesivi e tabelle cicloturistiche) per cui, anche se un po’ tortuoso, è difficile perdersi. A Cavassico Inferiore si deve pedalare per poco meno di 1 km sulla vecchia provinciale per poi svoltare a sinistra tornando su strade a basso traffico. Si attraversa Pieve di Limana e in breve si raggiunge Cesa di Limana (Villa Piloni fine del ‘700) e si prosegue per Limana. Seguendo i segnavia adesivi si raggiunge Visome e, oltrepassato il torrente Turriga, si svolta a sinistra e si segue la strada puntando a destra verso Belluno, che ci appare, inaspettatamente, al di là del Piave. Si oltrepassa il Piave sul Ponte della Vittoria e, girando a destra, si sale il promontorio per arrivare nella scenografica Piazza del Duomo.

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