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L’affresco di Libano

Preziosa testimonianza di Marco da Mel

L’affresco di Libano

Preziosa testimonianza di Marco da Mel

L’antica chiesa di Libano, grazie a una recente convenzione tra la Parrocchia ed il Comune di Sedico, troverà per il prossimo ventennio nuova linfa vitale per un’appropriata valorizzazione. Da parecchi anni il benemerito comitato San Giorgio ha attivato un’azione di tutela e restauro che ne sta consentendo la sopravvivenza. L’abside andava consolidata, la copertura del tetto ricostruita, nuove porte e finestre erano necessarie, la stanza della sacrestia ricostruita.

Di particolare interesse è la piccola testimonianza visibile dalla muratura esterna, il cui tetto a coppi risanato conserva all’interno una vera preziosità. Si tratta del grande affresco sotto al quale un cartiglio con una scritta cita in maniera incontestabile la firma dell’autore, quel Marco da Mel (1496 -1583) che, pochi anni dopo, realizza nel Feltrino in San Marcello ad Umin la grande pala d’altare.

Una testimonianza preziosa che giaceva sotto ridipinture e materiali immagazzinati, mai individuata da nessuno fino ad un ventennio fa, momento in cui, fotografandola e pubblicandola, riuscimmo ad accendere su di essa una particolare attenzione. Si tratta di una grande opera che rappresenta una Madonna in trono circondata da santi; a dispetto del pessimo stato di conservazione, è tuttavia possibile identificare molti particolari: la torre d’un castello, il tipico profilo triangolare della cima d’un monte; oltre a questo un ulteriore elemento è costituito dal pavimento sottostante il trono, molto chiaramente composto da una scacchiera a riquadri bianchi e rossi.

Nonostante l’alto stato di degrado, è possibile riscontrare dell’affresco di Libano tutte le caratteristiche salienti dell’arte figurativa di Marco da Mel, tra le quali la più straordinaria e caratterizzante sta nella “trasparenza delle immagini”, effetto per niente facile da ottenere, ma con il quale egli riesce ad infondere quell’universale carattere di spiritualità a tutte, indistintamente, le sue rappresentazioni.

Il confronto con l’opera di Umin consente di leggere la pittura ed idealmente completarla e comprenderla. Negli intendimenti del gruppo di lavoro vi è a breve la volontà di riprendere interamente gli intonaci interni e la pittura per realizzare un confortevole ambiente per riunioni, concerti, conferenze in un’apprezzabile azione culturale.

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