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La via dell’acqua a Santa Giustina

esplora, vivi, assapora il cuore della Valbelluna

La via dell’acqua a Santa Giustina

esplora, vivi, assapora il cuore della Valbelluna

Sentieri da percorrere, sapori da gustare, arte e tradizioni da conoscere, mentre l’acqua racconta la sua storia. Tutto questo appare nella nuovissima brochure del Comune di Santa Giustina presentata nella appropriata cornice dell’Antico Mulino dei Zanandrea a Santa Libera. Si tratta di uno strumento agile e frizzante, ricco di spunti moderni e qualificati. Un folto gruppo di interessati ha seguito la manifestazione.

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La via dell'acqua a Santa Giustina

Centro della Valbelluna, porta del Parco, il territorio di Santa Giustina era privo di un depliant che ne descrivesse le bellezze e le peculiarità. È stato presentato sul finire del mese di maggio, quando la montagna regala agli estimatori i suoi fiori, i suoi colori, vedute e percorsi che restano accessibili per buona parte dell’anno. Chi cammina con la famiglia percorre il tratto dal mulino all’Ostello, chi osa di più arriva alle vasche di San Vittore sul Veses, chi ama la natura selvaggia entra nelle forre che caratterizzano la Val Scura. L’evento è stato introdotto dal consigliere delegato al turismo Renzo Minella, dalla rappresentante della Dmo Alessandra Magagnin, dal presidente del Parco Ennio Vigne e da Alessia Dall’O’, curatrice del progetto editoriale.

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La via dell'acqua a Santa Giustina

«Il turista si muove seguendo le proprie emozioni – ha esordito Alessia Dall’O’ – Per questo sono stati inseriti nella brochure diversi aspetti che, seguendo le rogge e il torrente, caratterizzano il territorio, nel quale la storia si incrocia con il paesaggio, lasciando tracce che evocano epoche lontane». Le ha fatto eco Alessandra Magagnin: citando la Via dell’Acqua, ha ricordato come il percorso sia inserito e integrato nel progetto turistico provinciale “Walking” (Camminando), che raccoglie diversi sentieri tracciati e segnalati a livello nazionale. «È la nuova partita turistica nella quale Santa Giustina vuole entrare grazie anche all’azione del Parco delle Dolomiti Bellunesi – ha chiosato Vigne – che non mette solo vincoli, ma promuove qualità e innovazione». «Il progetto “Dal Piave al Pizzocco” lungo la Via dell’Acqua – ha concluso Renzo Minella – ha subito grazie ai Fondi di Confine una forte accelerazione, con particolare attenzione all’accessibilità. Il prossimo step sarà quello di proseguire dall’Altanon, dove siamo giunti oggi, verso Campel e le antiche vasche della centrale, ove contiamo di valorizzare il grazioso laghetto».

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La via dell'acqua a Santa Giustina

La nuova tabellazione, la georeferenziazione e la spinta pubblicitaria sono stati i primi interventi finanziati affinché il tracciato potesse essere commercializzato a livello nazionale ed internazionale dalle guide di valle e dai tour operator, che cercano luoghi ameni cui indirizzare la clientela. E i numeri danno ragione: i passaggi in bicicletta alle Gravazze si attestano su una media di 10 mila passaggi al mese. La messa in sicurezza del cammino dell’acqua fino a Campel e Marianne interesserà non solo le ruote ma anche il cuore de numerosi bikers e camminatori che, utilizzando significative mappe, verranno a scoprire i nostri luoghi.

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La via dell'acqua a Santa Giustina
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