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La valle del Grìsol

eccellenza intatta nel tempo

La valle del Grìsol

eccellenza intatta nel tempo

Che sia il nome di un’erba commestibile (s’ciochet), l’evocazione dei brividi da freddo (sgrisoi) o il riferimento ad un valore importante per la popolazione locale (dal greco chrysós: oro), in ogni caso la Valle del Grìsol costituisce un piccolo luogo di nicchia pressoché rimasto intatto nel tempo, di una bellezza intensa ed incontaminata che merita un’escursione a piedi o in bicicletta. Il tragitto, di una ventina di chilometri, può essere fatto anche a piedi, ma in bici offre quello spunto in più di divertimento che gli appassionati non dovrebbero lasciarsi scappare.

Partiamo quindi da Longarone e prendiamo la strada per Pirago e per il piccolo abitato di Muda-Maè. Da qui una piccola stradina, molto amata dai ciclisti, che si snoda parallela alla SP 251 (sull’altro lato della valle) per Zoldo, attraverso una serie di su e giù conduce alla frazione di Soffranco, passando nei pressi di quell’opera fantastica che è la passerella di Igne. Realizzata nel 1973 a ricordo dei costruttori di teleferiche di Igne, apprezzati in tutta Italia ed oltre, allaccia, quale ponte sospeso, i due lembi di terra sopra la profondissima gola del Maè. Merita senz’altro una fermata, uno sguardo ed anche un brivido. Da Soffranco si imbocca, per una strada asfaltata che sale inizialmente in modo deciso per poi mantenere una pendenza tranquilla e piacevole. Occorre naturalmente prestare attenzione al passaggio delle auto perché lo spazio di transito è stretto per tutto il percorso e, per quanto il traffico sia estremamente limitato, può essere pericoloso.
Si pedala fra muretti a secco, rocce e flora di bosco misto in ogni stagione con colori diversi. Si sale con una prospettiva inusuale, senza capire bene la nostra destinazione, in un ambiente un po’ surreale, aspro, dai colori intensi. Ci si addentra nella valle, tenendo la sinistra, si percorre il Pont de Piéra e poi il Pont de Costa Granda. Questo luogo rappresenta un punto di incontro di tre valli, rispettivamente: la Val Grave di San Marco, la Val de i Ross e la Val Costa dei Nass (alta valle del Grìsol).

Meriterebbe, volendo una digressione (andata e ritorno), addentrarsi in Costa dei Nass direzione Rifugio Pramperet (i nass, nel dialetto locale, sono gli alberi di tasso), sempre godendo della bellezza aspra della natura circostante e dei bellissimi giochi d’acqua creati dal torrente Grìsol (affluente del Maè). Un tipico ambiente di forra, con le sue marmitte di evorsione, particolare per gli elevati valori udometrici (piovosità e umidità relativa dell’aria) che sono fra i maggiori del Bellunese. Ricchissimo, di conseguenza, il patrimonio vegetale, dai muschi, alle erbe, alle piante con il cosiddetto bosco di forra. Sotto il profilo faunistico vanno menzionate in particolare la presenza della civetta nana, del gallo cedrone e dello sparviere. Ripartendo dal Pont de la Costa Granda (667 mt), ed attraversando macchie prima di abeti bianchi e poi di faggio, la strada continua a salire a tratti anche in maniera decisa ma lasciando sempre il tempo per riprendere fiato. Ridiventa pianeggiante in loc. Fagarèi (800 mt) dove si scorgono sulla sinistra alcune abitazioni in mezzo ai prati sempre ben tenuti. Poco più avanti si arriva alla bellissima terrazza di Rizzàpol con le sue caratteristiche majolère. Siamo nel Parco delle Dolomiti Bellunesi, abbiamo attorno ad Est le cime della Val Vajont (Salta e Borgà), a N.E. la montagna de Igne, a N. le Pale di Coleghe-Cima dell’Albero.

A questo punto, inizierà la discesa, a destra della strada, su una stradina silvo pastorale ampia ma via via sempre più ripida, che dovrà essere percorsa con attenzione. Se l’approccio sarà silenzioso, all’ora giusta e con un po’ di fortuna, in questo luogo sarà facile scorgere cervi o caprioli a pascolo al sole. Le stradine di servizio alle opere forestali in questo luogo sono tante ed intricate, occorre seguire la principale per circa un chilometro e poi svoltare in modo deciso a sinistra per una silvo pastorale “contro-intuitiva” perché in salita. Sarà però un salitina breve che condurrà ad un balconcino panoramico e poi, tramite alcuni tratti di discesa cementati, da fare sempre con attenzione, si tornerà sulla nostra stradina inziale che costeggia il Maè. Volendo unire più discipline sportive questo itinerario si presta a numerose escursioni di trekking (le casère de Mégna, il rifugio Pian de Fontana con il belvedere del Monte Piovon, Rifugio Pramperet, con le cascate del Pissandol, le Selle del Gravedèl con le Cime di Caiàda con la torre di Pescors, e molto altro). Noi intanto avremo percorso circa 18 km con un dislivello di 600 mt.

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