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La Valbelluna protagonista a Linea Verde Sentieri

itinerari nel Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi

La Valbelluna protagonista a Linea Verde Sentieri

itinerari nel Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi

Quando il cammino è poesia. Cosi scrive Federico Oteri curatore dei testi RAI della puntata di Linea Verde Sentieri, con Lino Zani e Giulia Capocchi, che è andata in onda sabato 4 maggio, alle 14.00 su Raiuno, presentando due cammini: l’Alta Via delle Dolomiti Bellunesi e l’Anello del Monte Avena. La troupe Rai, capitanata dall’autore Nicola Sisto e dal regista Roberto Valdata, ha portato i due conduttori Giulia e Lino ad incamminarsi in uno straordinario percorso nel cuore del Parco nazionale delle Dolomiti bellunesi. A Forno di Zoldo, alle pendici del Monte Pramper, l’incontro dei nostri conduttori pronti per una nuova ed incredibile avventura.

Un colore rosso con striature gialle, una pezzatura più grande, molto croccante, ricca di proteine e pochi zuccheri: a Faller di Sovramonte, il racconto di un’eccellenza, quello della coltivazione della mela prussiana, un frutto unico nel suo genere che segue l’arte del biologico.

A nord, tutte le vette Feltrine, più in lontananza i Lagorai con cima d’Asta, a sud il Massiccio del Monte Grappa, ed infine, a ovest l’altopiano di Asiago: lungo l’anello del Monte Avena, su un “balcone” naturale incredibilmente panoramico, la prepotente bellezza di una natura incontaminata che ci circonda e ci avvolge.

Uno specchio d’acqua incastonato tra le montagne, la magia delle nuvole e della pioggia che creano un atmosfera quasi magica: in Val Canzoi, lungo la quinta tappa dell’Alta Via delle Dolomiti Bellunesi, un suggestivo giro del lago della Stua.

Il centro di allevamento dei cavalli maremmani dei Carabinieri Forestali, la via degli Ospizi che conduce alle miniere di Valle Imperina, un piccolo scrigno di biodiversità: ai Prati di Salet, lungo il sentiero che costeggia il torrente Cordevole, alla scoperta di un ecosistema montano di grande pregio naturalistico.

I cadini del Brenton, il lago del Mis, il certosino recupero dei muretti a secco e dei fontanili del piccolo borgo di Gena, recentemente rivalorizzato dalla nostra Associazione Veses, lungo la quarta tappa dell’Alta Via delle Dolomiti Bellunesi, il fascino di una montagna “nascosta” che del suo isolamento ne ha fatto un pregio davvero unico.

Gran finale con i gruppo di sbandieratori della città di Feltre: nella suggestiva cornice di Piazza Maggiore, le emozioni condivise di un viaggio giunto al termine in una terra che lascia segni indelebili.

La troupe è rimasta particolarmente colpita dalle spettacolari vedute e dalla ricchezza naturale del territorio, ma anche dal calore delle persone incontrate Questa comunità, con il suo forte senso di responsabilità sociale e l’instancabile impegno nel volontariato, lavora senza sosta per preservare e valorizzare questi luoghi straordinari.

Le riprese della trasmissione sono state finanziate dagli introiti dell’Imposta di soggiorno dell’Unione Montana Feltrina che, unita a tutti i sindaci, ha creduto fin da subito ad un evento promozionale di ampia portata. La sua realizzazione e la supervisione della troupe sono state possibili grazie al coinvolgimento del Consorzio Turistico Dolomiti Prealpi, il quale, attraverso le sue conoscenze e competenze, ha favorito il coinvolgimento di varie associazioni locali.

Questo lavoro di squadra e di fare rete è stata un’occasione importante per promuovere la Valbelluna per puntare su uno dei punti di forza, ossia l’escursionismo. La nostra ampia rete sentieristica è un volano per il terriotrio, non solo dal punto di vista naturalistico e sportivo, ma anche di conoscenza delle produzioni locali, degli eventi e dell’offerta culturale.

A Gena Media, grazie alla calorosa accoglienza di Danila ed Ernesto Casanova, di Mariuccia e Demetrio De Salvador, tutta la troupe Rai formata da 14 persone si è fermata a pranzo per degustare i piatti bellunesi preparati per l’occasione: polenta e schiz e polenta e pastìn.

Giulia e Lino hanno infine ascoltato le storie della valle del Mis di Luigi Case, l’ultimo che lasciò nel 1967 l’abitato di Gena e il primo che negli anni 80, rientrato dall’estero, ha liberato le case dai rovi e dai cespugli che si erano impadoriniti dell’antico borgo, per farle “ritornare in vita”.

Un’esperienza quella vissuta dai volontari del Veses e dagli amici di Gena Media che è conservata nel cuore di ognuno e che rimarrà nella storia della nostra Associazione Veses.

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31/05/2024

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