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La trota marmorata

L'unica nativa del Piave

La trota marmorata

L'unica nativa del Piave

La trota marmorata è un pesce d’acqua dolce ben conosciuto dai pescatori sportivi che frequentano i torrenti alpini, ma in Italia è distribuita quasi esclusivamente lungo i fiumi che sfociano in sinistra idrografica del Po e nell’alto adriatico, dove è definita specie “autoctona” cioè presente senza che nessuno ce l’abbia mai portata. Salmonide presente anche nei grandi laghi subalpini, è l’unica trota nativa del fiume Piave e principali affluenti di scarsa pendenza anche profondi, che sono gli ambienti preferiti dai soggetti adulti di maggiori dimensioni, mentre soprattutto i giovani si trovano anche nei ripidi torrenti di montagna fino ai 1000 metri di altitudine.

Dalle uova agli “avanotti”
È proprio in queste aree, dalle acque più fredde e ossigenate, che in autunno le femmine adulte si spostano compiendo una migrazione riproduttiva per deporre le uova, che vengono fecondate dai maschi in nidi scavati a colpi di coda tra i sassi e la ghiaia del fondo nei torrenti. Le uova schiudono nel tardo inverno liberando gli stadi larvali del pesce chiamati “avannotti”, che iniziano ad alimentarsi di piccoli organismi acquatici, principalmente larve di insetti, i quali sfarfalleranno in aria solo nelle stagioni più calde dopo aver completate le metamorfosi.

Differenza tra marmorata e trota fario
La trota marmorata è oggi considerata specie a se stante con il nome scientifico di Salmo marmoratus, ma data la somiglianza con altre diverse specie di trota, sin dal 1829 (Cuvier) veniva considerata una sottospecie della trota “fario”, lontana parente, dalla quale si distingue perché raggiunge dimensioni maggiori e per la presenza, ai lati del corpo, di macchie verde-marrone che si fondono in modo irregolare disegnando una caratteristica marmoreggiatura; se in soggetti di lunghezza superiore ai 20 cm si scorgono anche puntinature rosse o nere circondate da areola bianca, allora si tratta di individui comunemente chiamati “ibridi” che derivano dall’incrocio tra la trota marmorata e la trota fario.

L’ibridazione distrugge la biodiversità
Quest’ultima è una specie originaria di altri Paesi europei, facile da riprodurre e accrescere negli allevamenti quasi al pari della trota iridea americana, entrambi pertanto “alloctone o aliene” cioè presenti nei nostri corsi d’acqua perché introdotte dall’uomo per disporre di molto pesce da pescare nei fiumi. Si tratta di un problema gravissimo per la conservazione dell’identità genetica della trota marmorata, in quanto l’incrocio tra specie native e specie aliene è un fenomeno irreversibile che distrugge la biodiversità, cioè la diversificazione nelle molteplici forme viventi che si è venuta a creare in millenni di evoluzione e adattamento ai diversi ambienti.

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