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La terra siamo noi

Un cammino di resistenza e consapevolezza

La terra siamo noi

Un cammino di resistenza e consapevolezza
La terra siamo noi

In un pomeriggio sereno di rinnovata primavera, distesa sull’erba di un verde tenero osservo i monti, incappucciati di neve, che si profilano all’orizzonte; sotto un cielo di seta mi cullo di nuvole e i miei occhi festeggiano l’ampiezza del paesaggio. Sento di essere nel posto giusto e di avere la fortuna di goderne a piene mani.

Dietro a queste immagini e a questi pensieri, persino ingenui, si cela, inconsciamente, un messaggio profondo, capace di estendersi nel mio animo come le radici, il prato, il sole che ci scalda dopo tanta pioggia. È un messaggio di riconciliazione con la natura, di vita e di rinascita, là dove l’uomo fa di tutto per dimenticarsene.
Anche se si comporta come se lo fosse, l’essere umano non è il padrone del pianeta, ma soltanto uno dei suoi abitanti, tra l’altro il più importuno. La nostra Terra dovrebbe essere considerata un bene di tutti, conservata e protetta come si conviene ad una nostra casa, peraltro fragile e delicata.

Mi piace fare riferimento all’articolo 9 della Costituzione del 1948, posto tra i Principi fondamentali, che recita così: “La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione”.
Anche la Costituzione, quindi, recita come sia indispensabile conoscere a fondo e saper apprezzare il territorio nel quale viviamo e studiarne i modi per conservarlo, valorizzarlo; e soprattutto fare in modo che nuovi interventi non costituiscano traumi e danni, che potrebbero risultare irreversibili. Innalzamento delle temperature, estinzione di specie vegetali e animali, inquinamento, deforestazione, consumo di suolo, esaurimento delle risorse naturali, sono solo alcune delle gravi problematiche che rendono incerto il nostro futuro.

Nel nostro piccolo, anche noi possiamo e dobbiamo fare la nostra parte incentivando stili di vita più sostenibili e scardinando l’attuale dittatura del consumismo verso l’affermazione di una più forte e riconosciuta democrazia ambientale.

Il compositore inglese Sir Edward Elgar disse “La mia idea è che ci sia musica nell’aria, musica dappertutto intorno a noi, il mondo ne è pieno e ne puoi prendere ogni volta tutta quella di cui ha bisogno”. Lo stesso accade per la bellezza che ci circonda, è letteralmente dappertutto intorno a noi, e per vederla non si deve far altro che mantenerla e difenderla a denti stretti.

Dobbiamo essere, ora più che mai, in questo tempo contraddistinto da profondi preoccupanti cambiamenti, attenti alle azioni di salvaguardia e di cura. Intraprendere e continuare un cammino di resistenza e di consapevolezza perché, come dice Erri De Luca in una sua splendida poesia, “La terra siamo noi, fatti di argilla e di un soffio di vento venuto da lontano a riempire e poi scappare via”.

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