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La strada romana feltre-belluno

In una mostra il percorso da Longano a Salce

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In una mostra il percorso da Longano a Salce

Riproposizione con novità

Era stata presentata per la prima volta nel 2019 a Longano, in occasione della sagra di Santa Lucia, solo per pochi giorni. L’intenzione era di riproporla a Sedico nella primavera del 2020 in occasione della tradizionale festa organizzata dalla locale Pro Loco e dal Comune. La pandemia fece saltare tutto finché finalmente quest’anno il Comitato Culturale e Ricreativo di Longano è riuscito ad allestirla in una sala del nuovo Polo Culturale di Sedico.

In vista della riproposizione, lo scrivente ha cercato di ritrovare il percorso di collegamento tra la chiesa di San Fermo e il cosiddetto palazzo del Vescovo, ubicato nella vicina località di Chiaramada, non identificato per la mostra del 2019.

La siccità di questo inverno e della primavera hanno reso più agevole tale ricerca anche in zone vallive con ruscelli e boscate. Da un attento riesame della relazione a suo tempo predisposta dall’archeologo cadorino Alessio De Bon, si è potuto capire che egli non trovò nei pressi di San Fermo l’esatto percorso, ma le sue, comunque precise, indicazioni hanno reso possibile oggi il rinvenimento del guado sul torrente Siva che scorre (e poi precipita in un profondo dirupo) nei pressi di Villa Gaggia. Rileggendo poi gli articoli scritti da don Giuseppe Argenta (ultimo parroco di San Fermo) e pubblicati sulla rivista Dolomiti, si è scoperto che tutta la zona, comprendente il nucleo abitato (non visibile dalla statale) e la chiesa di San Fermo, era denominata Baldeniga. Lungo la strada romana, non molto lontano dal guado e in vista della profonda valle dove il torrente Siva s’inabissa, si ergeva una chiesa (trovate nel secolo scorso le macerie) dedicata all’Arcangelo Michele, la quale fa pensare ai Longobardi (devoti a tale Santo). Non sono mai state trovate tracce o notizie scritte sull’esatta ubicazione del castello di Baldeniga, anticamente ultimo baluardo prima della città di Belluno.

Tutte queste novità hanno costretto Fausto Tormen a rifare alcune cartine illustranti l’esatto percorso nella zona di San Fermo.

Importanza della mostra
È stata molto apprezzata dai visitatori e in modo particolare dagli studiosi e dagli appassionati (numerosi nella serata della presentazione) che hanno potuto conoscere un altro tassello della nostra storia. Le foto scattate dallo scrivente oltre 30 anni fa, quando le tracce di tale via erano ancora ben visibili grazie alla cura del territorio da parte degli agricoltori proprietari di prati e boschi dove la strada passava, consentono tuttora di capirne meglio la storia.

Il percorso e i ritrovamenti
Grazie ad alcune foto del colle di Santa Susanna a Longano, scattate negli anni Trenta del secolo scorso dall’archeologo De Bon (che percorse la strada romana da Altino fin oltre i confini italiani, passando per Bribano, Longano, San Fermo, Salce, Belluno, Ponte nelle Alpi, Longarone, il Cadore e il Comelico) e a vari ritrovamenti archeologici (tra cui tombe, una campanella, una fibula con occhi di dado, le “pignatte” del legionario romano, monete) è stato possibile ipotizzare una datazione e seguire il percorso di tale strada sicuramente da Longano fino a San Pietro di Salce.

La toponomastica rivela altre notizie
Nei pressi di Longano (la cui chiesa sorge sul sito di una torre di guardia romana), la località I castelet indica un luogo fortificato con torri (trovate lì le “pignatte”), invece Il castelet testimonia l’esistenza di una torre dirimpetto alla quale, di là del Piave a Pialdier, ce n’era un’altra; Triva poi ricorda il trivium (incrocio di tre strade) oppure un luogo di sosta; più avanti si trova il Tinello (piccola Sala) che, secondo gli esperti, era un posto di controllo di origine longobarda (da notarsi che nel 1444 questa era ancora la strada principale); infine il colle di Santa Susanna ci fa memoria di un piccolo luogo di culto dedicato alla Santa invocata contro la tos pagana (pertosse) anche a Facen di Pedavena.

Auspicabile una pubblicazione
Tante notizie, immagini e cartine meritano senz’altro di trovare posto, a breve, in una pubblicazione che, pur redatta in modo scientifico, sia piacevole, con tante illustrazioni e aneddoti che col passare degli anni andrebbero inevitabilmente perduti. Sicuramente l’impegno sarà notevole, ma la soddisfazione di rendere disponibili anni e anni di ricerche su quella strada sarà ancora maggiore.

Non va poi dimenticato infine che la sua riscoperta consentirà di conservarne la memoria e di ripercorrerla almeno da Longano a San Fermo.

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