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La stella del Formegan

brilla con le sue 11 vittoriie

La stella del Formegan

brilla con le sue 11 vittoriie

Come per tutte le altre frazioni del comune di Santa Giustina, con la scomparsa di Osvaldo Cassol nasce l’omonimo torneo che catalizzerà e catalizza tuttora l’attenzione degli sportivi locali e non solo, nel torneo più longevo della provincia.

Inizia quindi la storia del Formegan che nel torneo ha sempre raccolto tanto, vantando molti giocatori quasi tutti affluiti tra i ranghi della Plavis. 11 finali vinte, 11 perse; quindi la prima squadra che ha avuto il merito e l’idea di fregiarsi della stella che fa bella mostra sulle sue maglie dopo la decima vittoria.
Dopo due sconfitte con il Salzan nelle prime due edizioni, la prima vittoria del presidente Remo Monego è sulla Campese per 1 a 0 grazie alla rete di Mauro Polli. Grande soddisfazione per Graziano Bellus e per la squadra alzare un trofeo rincorso da due anni. Dopo quella vittoria, altre dieci (1977, 1981, 1985, 1987, 1988, 1993, 2002, 2005, 2009, 2014) che collocano la formazione rossoblù al vertice delle squadre vincenti davanti a Salzan e Campese con dieci successi.

Nella storia del Formegan giusto ricordare i Presidenti come Remo Monego, Consolato Sgro’, Giuliano Marian, Luca Monego, Marco Bassani, ma anche i mister Diego Da Riz, Orazio Zanin, Paolo Polli, Nadir Speranza, Giuliano Marian, Graziano Bellus, Francesco Pellicano’.

I ricordi sono tantissimi in particolare perché ho vissuto in prima linea il torneo organizzandolo per quasi 20 anni, supportato da una società straordinaria e dal presidente Ennio Dal Castel, che avvallò nel 1973 anche una mia richiesta: quella di spostare il torneo dallo stadio al campo di allenamento dove si gioca tuttora, impegnandosi finanziariamente, lui con Antonio Scotton e Maurizio Cinel, nel potenziare l’impianto d’illuminazione. E, dalle duecento persone che si vedevano alle partite durante i sabati e le domeniche sull’impianto principale, si passò ai cinquecento spettatori durante i turni infrasettimanali o alle otto-novecento persone nelle finali.

Tra i ricordi, la bottiglia di cognac lanciata da Graziano Bellus sul prato del prete nel primo torneo (1971); dopo aver vinto a pari merito con Franco Brandalise la classifica cannonieri, diedero a “Toto’” il trofeo e al giovane “Ciano” la bottiglia di superalcolico che questi scagliò oltre la rete del campo. Ovviamente qualcuno si affrettò a recuperarla per dividerla con gli amici.

Oppure nel 1979, durante la finale Formegan Salzan, quando ero mister del Formegan ma anche dirigente Plavis. La partita davanti a un migliaio di persone si concluse sul 2-2 e, mentre stavano per iniziare i supplementari, ci fu un forte temporale e l’arbitro sospese temporaneamente la partita. Si sa che, dato il dislivello tra le due porte, in pochi minuti il campo sarebbe stato agibile.

Gigetto Muraro, dirigente anche lui della Plavis, mi si avvicinò e mi disse: «Orazio, sarebbe da fare un altro incasso se decidiamo di rinviare la partita alla settimana prossima». Io da buon dirigente, consapevole che comunque quella finale era a portata di mano, dissi al buon “Gigio”: «Sospendi la partita e la rifacciamo domenica prossima, per la Plavis questo e altro». Risultato di questa seconda finale: Salzan 2-Formegan 0.

Tra le cose da ricordare, siccome coinvolge un po’ tutte le società, c’è il fatto che le partite si giocarono fino al 1973 sempre e unicamente il sabato e domenica, generalmente a giugno/luglio e molti giocatori lavoravano lontani da Santa Giustina. Il torneo era ambito, molto sentito e tutti i giocatori, limitatamente alla disponibilità, facevano di tutto per rientrare a giocare: i cartai da Milano, ma non solo. Giuliano Marian, nei primi anni 80, rientrava da Genova dove lavorava il venerdì sera. Si congiungeva a Milano con Giovanni Minella, che arrivava dalla Svizzera per giocare nel fine settimana. Finita la partita, ripartivano per le loro destinazioni. Il tempo di arrivare nelle loro sedi e andavano a lavorare.

Il Torneo era questo, fatto di tanti sacrifici ma anche di tante soddisfazioni perché lo spirito era condividere un momento di aggregazione per sostenere, allora come ora, lo spirito della frazione e… qual è il momento più aggregante se non il Torneo Plavis?

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