Ciao a tutti. Mi presento: sono una Sofora e dimoro nel bel parco-giardino della casa di riposo di Meano. Dicono che porto bene i miei circa 135 anni. Da quando i nobili Testolini realizzarono l’attuale villa, anche la sottoscritta venne collocata assieme ad altre piante per creare un parco che desse lustro e freschezza alla stessa.
Ho sempre goduto della maestosità del Pizzocco che troneggia a nord con le sembianze di un vecchio che veglia su tutto ciò che sta ai suoi piedi. Nel mondo, so per certo, di avere almeno una settantina di cugine; ognuna con proprie caratteristiche, ma che mi assomigliano parecchio. Attualmente le mie misure, anche per l’età raggiunta, sono di 2.55 metri di circonferenza alla base e di circa 7-8 metri d’altezza. Le mie preziose fronde hanno un diametro di 10-12 metri e questo mi permette di accogliere sotto di esse un bel po’ di ospiti durante le calde giornate estive, dando loro prezioso refrigerio.
Fino ad alcuni anni fa, davanti a me, verso il tramonto, faceva bella mostra di sé una vasca con dentro dei guizzanti pesci rossi, che stuzzicavano la curiosità dei bimbi che venivano a trovare la nonna o il nonno. Ai suoi bordi era inoltre usanza posare per la foto di rito il gruppo di bambini che ricevevano la prima Comunione. Dopo lo scatto, all’interno della struttura li attendeva una calda tazza di gustoso cioccolato, rarità in quegli anni. Ora al suo posto è stata collocata una significativa scultura di pietra, la quale rende omaggio alla presenza della Comunità delle Suore Poverelle del Beato Palazzolo.
Tante a proposito le Suore che si sono intercambiate negli anni, all’inizio dirigendola, poi donando tempo ed energie alla cura degli innumerevoli ospiti che vi hanno soggiornato fino a oggi. Prima della realizzazione della piastra a sud, condividevo con i miei ospiti anche l’ampio panorama sulle Prealpi Bellunesi. Nella villa ho potuto testimoniare, nella prima metà del secolo scorso, anche la presenza di un apprezzato veterinario. Le persone che ne richiedevano le prestazioni si recavano al piccolo cancello a nord – a fianco dell’attuale farmacia – dove c’era un apposito campanello sulla colonnina, accompagnato da una targa indicativa in rame. Ora il giardino dove mi trovo è cambiato, le giovani piante sono diventate ombreggianti alberi sotto cui gli ospiti, usando i pratici vialetti, riescono a fare del sano movimento. Quando poi sentono il bisogno di una sosta, delle comode panchine colorate li aspettano e in alcuni angoli sono collocati dei pratici tavoli, dove appoggiare i lavoretti di ricamo o uncinetto, oppure un giornale da leggere o le carte per una distensiva partitina.
In bella vista, alla congiunzione dei vialetti è stata posta una bella statua della Vergine Maria, la quale rivolge il suo sguardo sulla struttura e nell’ultimo giorno di maggio vede radunarsi ospiti e fedeli dall’esterno, per concludere il Mese Mariano. Se fra altri 135 anni sarò ancora ben ancorata alle mie radici, vi racconterò altre storie e altre vicende che parleranno soprattutto dei nostri anziani.