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La salute mentale

Ieri, oggi.. e domani?

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Ieri, oggi.. e domani?
La Salute Mentale ieri, oggi... e domani?

La salute mentale nella nostra zona: ieri il manicomio, poi la legge Basaglia e domani? Se ne è discusso di recente in un partecipato incontro alla sede del “Tasso” di Menin, prendendo spunto dal libro di Giovanni Trimeri, ex barista del manicomio di Feltre, dal titolo “Voci del verbo cancellare”. L’autore ha ripercorso non solo la lunga storia del complesso feltrino, ma anche della normativa nazionale, delle sue luci e delle sue ombre, dei miglioramenti per degenti con la legge Basaglia, ma anche delle sue carenze che hanno disorientato molti pazienti e le loro famiglie. Ma non tutto il passato è da buttare; in particolare a Pullir – ha ricordato Graziella Pace, ex infermiera psichiatrica a Pullir e poi a Feltre – si era creato un bel clima famigliare con gli ospiti, quando insieme si condividevano giornate di lavoro, gite, trasferte al Frassen, feste e coretti, in particolare “E l’Albero l’è piantà sul prà”, quasi inno ufficiale.

La Salute Mentale ieri, oggi... e domani?
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Stava meglio anche la popolazione della frazione di Pullir e di quelle vicine: molti, fra cui, per esempio, Guerrino Sanvido, Renato dal Cin, Celestino Maoret, Loretta Cossalter avevano fatto il corso semestrale a Feltre dal dottor Gino Meneghel, diventando infermieri psichiatrici, con un lavoro coinvolgente, stipendio sicuro, pensione dopo circa 16 anni di lavoro per le donne. Insomma, di allora resta solo la chiusura di Pullir dopo la legge Basaglia e il convogliamento del personale e di parte dei degenti a Feltre. E dopo?
Dopo c’è stato un bel da fare per creare nuove strutture assistenziali per acuti e cronici, per il reinserimento lavorativo e sociale, ma negli ultimi anni, per vari motivi, della salute mentale anche il sistema sanitario pubblico sembra interessarsi meno e la classe medica dirigente un po’ indifferente.

Pubblico al tasso 3
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D’altra parte la storia del manicomio di Feltre ha dimostrato che nei secoli c’è sempre stato un aumento della richiesta di ampliamenti: siamo passati da 20 posti letto nel 1880 a 1400 negli anni 70 del secolo scorso e ancor oggi i Comitati lottano per avere più posti letto, infermieri e psichiatri. In questi anni il disagio mentale è aumentato nei giovani, in quelli con dipendenze per placare l’ansia, fra gli adulti per stress da lavoro o mancanza di esso, negli anziani per demenze, ansietà, depressioni. La conclusione emersa nell’incontro è che, se si segue solo un approccio basato sulla terapia, le risorse non basteranno mai: si deve puntare sulla prevenzione.

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Per far ciò è necessario disporre di una rete di persone preparate e aggiornate sulle problematiche mentali: medici, infermieri e psicologi dovrebbero poter accedere a corsi professionali di formazione ed aggiornamento per intervenire sul territorio ed aiutare le persone ad affrontare i primi disturbi più diffusi come ansietà e depressione ed eventualmente indirizzare ad un secondo livello. In ottobre ci sarà la settimana della Salute Mentale, occasione ideale affinché il Comune, le scuole e le associazioni presentino dei progetti per la prevenzione dei problemi mentali nella nostra zona con la partecipazione attiva delle professioni sanitarie e sociali.

coretto E l’Albero l’è piantà sul pra!
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