Dalla tranquilla Santa Giustina alla vivace metropoli di Melbourne: un viaggio di quasi 20 mila chilometri per Giuseppe Fortunato, noto come “Bepi” agli amici, diventato “Joe” nella sua nuova, ormai decennale, vita australiana. Lo scorso settembre, a 33 anni, ha realizzato il sogno di aprire un suo locale, unendo passione e determinazione. Insieme a due soci, ha inaugurato una pizzeria e cocktail bar che, già nella prima serata, ha accolto un numero importante di persone.
La storia di Giuseppe inizia molto prima, nella piccola cucina della pizzeria “Al Giardinetto” di Santa Giustina, gestita in famiglia, tra gli altri, dai genitori Amelia e Salvatore. È lì che, insieme ai fratelli Angela e Simone, ha mosso i primi passi nell’accoglienza e ha rubato con gli occhi i segreti dell’impasto napoletano di papà. «È un mondo che ti dà tanto, ma che richiede sacrifici. Mia mamma mi ha sempre suggerito di fare altro nella vita, ma è lì che è nato il mio amore per la pizza», racconta Giuseppe con un sorriso nostalgico.
Nel 2014, spinto da due amici già trasferitisi in Australia nel novembre 2013, Giuseppe decide di lasciare il lavoro da geometra e partire per Melbourne. «Non è stato facile all’inizio, per fortuna c’erano Alessia e Mattia che mi aspettavano», confessa. «La città era immensa e io mi sentivo perso anche nelle più semplici operazioni di routine». L’intenzione era quella di restare un anno, ma il destino aveva altri piani. Un incontro casuale con Johnny Di Francesco, noto pizzaiolo napoletano e proprietario della catena “400 Gradi”, cambia tutto.
Dopo aver assaggiato la vera pizza napoletana nel locale di Johnny, Giuseppe chiede di incontrare il maestro. «Dopo poche battute, mi convocò per un turno di prova il giorno dopo. Ero incredulo: la mia vita in un nuovo continente iniziava al servizio del migliore del mondo nel suo settore!».
Johnny e il suo staff lo accolgono come in una famiglia, aiutandolo anche a ottenere la cittadinanza australiana. «A loro devo tanto, sono stati il pilastro d’appoggio alla mia crescita, fino a diventare manager dei ristoranti.
Qui ho conosciuto Gianluca, un fratello non di sangue, ma di vita».
Proprio l’anniversario della morte di Gianluca è coinciso con l’apertura del nuovo locale di Giuseppe. «Era un sogno che avevamo in due, non ho potuto che ricordarlo quando ho inaugurato il mio locale e sono sicuro che, anche se non materialmente, la sua energia era al mio fianco in ogni passo!».
In Union Road, Ascot Vale di Melbourne, è dunque nata “Classe 90 Vice”: «è il nome che con i miei soci Francesco e Flavio abbiamo scelto perché noi tutti siamo nati a cavallo di questi anni stupendi. Anche i colori e gli arredi richiamano quegli anni d’oro. So che in questo momento sto scrivendo il mio futuro e spero che la mia storia possa ispirare i giovani a seguire i loro sogni. Le prospettive sono ampie e l’Australia mi dà la sicurezza e la gioia che sto cercando».
Sulla situazione italiana, Giuseppe è critico: «L’Italia ha tutto, ma il sistema frena i sogni di molti. Non sarei dall’altra parte del mondo se ci fossero state in patria opportunità di crescita e sviluppo. In Australia, se hai voglia di fare, c’è sempre un’opportunità dietro l’angolo. La burocrazia non è meno severa, ma è semplificata, e l’imprenditore può pensare al suo business».
Il messaggio di Giuseppe è chiaro: avere il coraggio di cambiare può portare lontano, anche a 16.125 chilometri da casa, ma l’invito ai giovani è di non avere paura di provare.