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La perpetua di Bribano di Don Albino Luciani

La perpetua di Bribano di Don Albino Luciani

Le umili origini di Albino Luciani sono tra gli aspetti meno indagati, a livello storiografico, della vita del futuro pontefice Giovanni Paolo I. Il libro “Un prete di Montagna” di Patrizia Luciani, dopo aver approfondito l’infanzia di Albino a Canale d’Agordo e gli anni della formazione nei seminari di Feltre e Belluno, grazie al prezioso supporto di documenti d’archivio e di fonti inedite, si concentra sull’analisi del primo ministero come cappellano ad Agordo e del periodo trascorso a servizio del seminario e della curia di Belluno. L’itinerario di ricerca mostra poi come l’opera di Luciani sia stata significativa per la formazione della futura classe dirigente che guidò il Bellunese nei difficili anni del secondo dopoguerra.

In questo libro non è certo riportato questo aneddoto riservato alla parrocchia di Bribano, raccolto dalle memorie di Corrado Colle.

È proprio nei primi anni del dopoguerra, durante la permanenza nel seminario gregoriano di Belluno, che don Albino scendeva con il treno fino a Bribano la domenica per celebrare le messe presso la parrocchia di San Giacomo, in quanto priva in quel periodo di un prete fisso. Seppur “prestato alla causa” ben presto si fece amare anche in questa frazione, tant’è che la signora Maria Colle, che abitava a fianco della chiesa, pur non essendo proprio perpetua, da brava pia donna si prestava ad aprir le porte della chiesa, a tenerla pulita ed in ordine e ad accogliere il giovine pretino tutte le domeniche in casa sua; specie per la colazione che rigorosamente il sacerdote doveva fare dopo la prima messa mattutina, che doveva celebrare rigorosamente a digiuno. Maria, con un po’ di soggezione preparava “al cafelàt a la matina” e qualche volta anche il pranzo dopo la “mesa granda”.

Maria, quando Albino Luciani diventò papa, aveva 63 anni e, essendo ancora in gamba, corse a comprare il biglietto del treno per andare a Roma a vederlo benedicente in piazza San Pietro. Non riuscì a salire su quel treno perché, dopo soli 33 giorni, il suo “papa pretino” era salito in cielo.

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