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LA NEXTGENERATION BELLUNESE A BRUXELLES

Per conoscere da vicino i meccanismi dell’Unione Europea

LA NEXTGENERATION BELLUNESE A BRUXELLES

Per conoscere da vicino i meccanismi dell’Unione Europea

Dal 30 maggio al 1° giugno ho preso parte ad una rappresentanza dell’associazione Giovani & Futuro che, insieme ad amministratori locali, Consorzi Turistici e Europe Direct Montagna Veneta, si è recata a Bruxelles, su invito dell’europarlamentare Gianantonio Da Re, per conoscere da vicino le istituzioni europee e i loro meccanismi. Per prima cosa, però, occorre fare un passo indietro e capire chi è Giovani & Futuro: si tratta di un’associazione nata a luglio 2022 tra giovani amministratori di comuni di Cadore e Comelico che hanno pensato di mettere in rete i giovani per affrontare tematiche e problemi della vita quotidiana di tutti, ponendosi come obiettivo il creare proposte o possibili soluzioni a tali criticità.

Seguendoli da un po’ sui social, poco prima di Natale, mi sono fatto avanti per chiedere informazioni ed è circa in quel momento che la realtà è uscita dai confini montani, ampliandosi dapprima in Valbelluna (realtà di cui sono diventato referente per il gruppo) e poi in altre regioni, arrivando ad oggi a contare soci e sostenitori in una decina di regioni italiane.

Il 30 maggio, volati a Charleroi, siamo arrivati ad ora di pranzo a Bruxelles e, nel pomeriggio, abbiamo avuto il primo incontro con la rappresentanza della Regione del Veneto a Bruxelles.
In questa sede ci è stata spiegata la gestione dei fondi europei per le amministrazioni locali e per i consorzi turistici delle aree di montagna; è seguito un confronto che ha visto la necessità di fare rete. In tale occasione abbiamo consegnato alla rappresentanza veneta un fascicolo denominato “L’Europa che vorrei”, che abbiamo creato nei dieci giorni precedenti, raccogliendo 115 impressioni di giovani e non dei nostri territori rispetto all’Unione Europea: un modo che ci ha permesso di dimostrare che questa opportunità che ci è stata data dovevamo meritarla e non prendere il viaggio alla leggera quasi fosse una gita.

Il giorno dopo è stata la giornata più istituzionale in cui abbiamo visitato la Casa della storia europea al mattino e l’Europarlamento durante una sessione dell’assemblea plenaria nel pomeriggio. La Casa della storia europea è un edificio di sei piani, frutto di un recente restauro, dove viene raccontata, in ordine cronologico salendo i piani, la storia di ciò che accomuna i popoli europei dai millenni scorsi ai giorni nostri. In questa visita mi hanno colpito due cose: il vedere gruppi di giovani come noi, di varie nazionalità europee, guardare insieme la nostra storia comune e ritrovare nelle teche del museo alcuni oggetti che fanno già storia ma che anche io ricordo di aver utilizzato come la famosa calcolatrice blu che ci è stata data quando siamo passati dalla lira all’euro (nella teca c’è quella belga fatta con lo stesso principio).

All’Europarlamento abbiamo fatto le foto di rito, nel locale all’ingresso dove ci sono tutte le bandiere dei paesi membri dell’Unione, insieme anche ai compagni di viaggio, all’europarlamentare Da Re e alla sua assistente Elisabetta Bortoluzzi, ai quali abbiamo consegnato sempre “L’Europa che vorrei” e parlato del nostro territorio. A loro, e alla rappresentanza della Regione del Veneto in precedenza, ho consegnato anche il semestrale “Zatèr Mag” e una mini guida che curo con l’associazione Borgo Piave ETC aps, di cui sono presidente nel quartiere di Borgo Piave a Belluno. Successivamente ci siamo recati in una sala dove un addetto ci ha dato una rapida ed esaustiva infarinatura di questo organo, sul suo funzionamento e sul calendario dei lavori del 2023. Poi abbiamo assistito per alcuni minuti alla sessione dell’assemblea plenaria in corso i cui temi riguardavano le multinazionali con sede in Europa che però producono in paesi in via di sviluppo a condizioni non eticamente sostenibili e poi il tema della presunta violazione dello Stato di diritto da parte dell’Ungheria. In seguito abbiamo visitato esternamente anche la Commissione europea e il Consiglio Europeo.

L’ultimo giorno abbiamo visitato il Museo reale delle belle arti del Belgio, dove sono conservate collezioni d’arte fiamminga, opere di Van Dyck, Rubens e quadri famosi quali “La morte di Marat”, e il vicino Museo Magritte.

Questa esperienza è stata per me molto istruttiva perché mi ha permesso di fare diverse considerazioni sull’Unione Europea e sfatare alcuni luoghi comuni: l’Europa non è un problema altrui, una cosa dall’altra parte del mondo o un covo di cattivi, ma una realtà vicina, formata da persone tanto quanto noi e con l’Italia, che ha il suo peso sul totale delle istituzioni, oltre ad essere uno dei sei paesi che l’hanno fondata nel 1952. Sta a noi partecipare e pretendere di più, esserne parte e favorire l’unione tra paesi membri, valorizzando e sfruttando in positivo le caratteristiche di ognuno.

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