La montagna bellunese è sempre più attrattiva. In seguito al riconoscimento da parte dell’Unesco delle Dolomiti quale Patrimonio dell’Umanità, le nostre montagne sono state investite da un interesse mondiale richiamando visitatori da ogni parte del mondo. Alcune zone, già interne al perimetro del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi, sono state definite dall’Unesco “aree di eccellenza”. Stiamo parlando in particolare dei Piani Eterni e delle Vette Feltrine, veri gioielli che gravitano nell’area geografica della Valbelluna.
Quest’ultima è il terminale delle due maggiori Alte Vie delle Dolomiti: Belluno, terminale dell’Alta Via nr. 1 che parte dal lago di Braies, e Feltre, terminale della numero 2 che parte da Bressanone. Due direttrici che portano flussi di turisti a percorrere i nostri sentieri a soggiornare nei nostri rifugi.
È di queste settimane la notizia che portali di ricerca come dolomiti.it stanno registrando prenotazioni sempre in aumento sul panorama mondiale. Le Dolomiti e la montagna bellunese rappresentano un’area geografica anche per vacanze fuori stagione per un sempre maggior numero di turisti che prediligono la tranquillità e la pace delle nostre vallate, spesso da noi residenti considerate “monotone”, ma per molti un vero plus.
IL TURISMO SEMPRE PIÙ SOSTENIBILE
Uno degli obiettivi della Fondazione Dolomiti Unesco è promuovere il turismo sostenibile. Cosa significa? Da un lato studiare la realtà esistente, che vede territori su cui grava un impatto eccessivo in termini di interventi, e altri che necessitano invece di maggiore sviluppo; dall’altro sostenere iniziative che puntano a un turismo innovativo, sostenibile e partecipato dalle comunità. L’obiettivo è fornire strumenti che aiutino a programmare e gestire il bene in modo sostenibile.
La Fondazione ha commissionato a EURAC Research due indagini sul campo, a distanza di quattro anni l’una dall’altra: migliaia di interviste per sondare le abitudini, la percezione, le aspettative e il grado di soddisfazione dei visitatori, degli operatori del settore e dei residenti, cui si affiancano i dati provenienti dai dati aggregati e anonimi del servizio di Vodafone Analytics e quelli provenienti dai social network elaborati da un team internazionale dell’Università Ca’ Foscari di Venezia. Il territorio, raccontato da chi lo vive, piace di più anche a chi lo visita.
IL CLUB ALPINO ITALIANO
In questo contesto il Cai ha un ruolo fondamentale in quanto protagonista assoluto per la gestione e la promozione dei flussi turistici di alta quota. Costituitosi nel 1863, il Cai ha oltre 160 anni di storia come libera associazione senza scopo di lucro, durante i quali ha assunto un’assoluta autorevolezza nella conoscenza e studio della montagna e nella difesa del suo ambiente naturale.
Nella nostra vallata gestisce diversi rifugi: Dal Piaz, Boz, Bianchet e VII Alpini. Sono punti estremamente importanti per la sostenibilità del turismo alpinistico che, con l’aumento dei visitatori, debbono garantire sempre migliori servizi agli escursionisti della montagna bellunese. A questi si aggiunge il rifugio Casera Ere che – pur non essendo un rifugio Cai – gioca un ruolo importante a sostegno dei camminatori alpini.
GRANDI INVESTIMENTI PER UNA MONTAGNA BELLUNESE PIÙ ACCOGLIENTE
Dal 2020, nei rifugi gestiti dal Cai Belluno, sono stati investiti 200 mila euro al rifugio Tissi sul monte Civetta, 200 mila al rifugio VII Alpini sulla Schiara e 90 mila al rifugio Bianchet in Val Vescovà, oltre a importanti manutenzioni straordinarie ai sentieri 501, 502, 537, 505, 590, grazie anche al contributo straordinario del Parco; inoltre viene effettuata la manutenzione ordinaria di sfalcio dei sentieri per 27,5 km che portano ai rifugi VII Alpini e Bianchet.
Tra il 2016 e il 2022, nei soli rifugi gestiti dal Cai Feltre (Dal Piaz, Boz), sono stati investi oltre 273 mila euro grazie a contributi per 70 mila euro dal Cai, 44 mila dal Parco, 40 mila dalla Regione del Veneto. Per il prossimo anno sono stati stanziati altri 750 mila euro con i Fondi dei Comuni di Confine per migliorare le strade di accesso alle strutture dei rifugi Dal Piaz, Erera Brendol, Bianchet.
Strutture in quota a presidio della montagna bellunese e a favore degli escursionisti grazie a enti di volontari.
La Valbelluna si presenta con le carte in regola per accogliere il turismo d’alta quota. Molto si deve ancora fare per quanto riguarda la recettività diffusa nella valle. I soli Bed and Breakfast (organizzati) non sono sufficienti a garantire posti letto ad un territorio come la Valbelluna che si sta proponendo come area geografica di turismo “slow”.
I SOCI DEI CAI
Il numero dei soci del Club Alpino Belluno dall’anno 2020 a oggi è passato da 1.300 a 1.800. Sono state inoltre create due nuove commissioni , “Cicloescursionismo” e “Montagnaterapia”, si aggiungerà a breve quella del “Senior escursionismo”. Il Club Alpino Feltre ha 3.800 soci iscritti: è la prima sezione italiana non capoluogo di provincia e la nona in assoluto per numero di soci su 520 sezioni in Italia. Lavora molto sul Marketing associativo, con uno spiccato ascolto alle aspettative dei soci.