Va in Costa Rica il premio “Montagna sospirolese”. Ad assegnarlo, come da tradizione annuale, il Centro studi montagna sospirolese che stavolta ha pensato a Francesco Caldart, residente nell’America centrale ma legato a Sospirolo da lunga data. In particolare, come spiegato alla cerimonia dello scorso 27 febbraio, la motivazione verte sul suo grande impegno nel recupero dell’edificio in località La Mandra, estremamente importante per il territorio: risale al 1935, edificato allora con il contributo dell’opera fascista, e poi abitato negli anni da quattro famiglie diverse. Frequentata fino ai primi anni 90 e poi abbandonata, la struttura si era così deteriorata fino a subire il crollo del tetto.
Un recupero importante per la comunità
Francesco Caldart, uno dei tre proprietari, ha dunque sostenuto la spesa per il suo ripristino, realizzando anche una strada di accesso più comoda; al contempo, negli ultimi anni, il Centro sospirolese ha sempre curato, con i suoi volontari, la pulizia dell’area con sfalci e manutenzione, e il ripristino dell’acqua della fontana presente in loco, interventi molto apprezzati dalla famiglia Caldart. I lavori per la ristrutturazione dell’edificio sono stati effettuati l’anno scorso dopo un lungo iter autorizzativo e proseguono ora con la sistemazione degli interni. I proprietari hanno concesso in usufrutto la disponibilità della malga al Centro, che a sua volta la rende disponibile per la comunità.
Premio e memoria storica
Visibilmente emozionato Caldart, in collegamento dalla Costa Rica, mentre il premio è stato ritirato dalla figlia Paola: si tratta di una vecchia finestra dell’edificio stesso nella quale è stata inserita una bella composizione con foto che mostrano l’edificio prima e dopo i lavori. Alla serata è intervento anche Gianpietro Nesello, il quale tra 1948 (all’età di sette anni) e 1951 aveva collaborato col papà e il fratello proprio a La Mandra dalla quale portava il latte, in recipienti caricati sulla schiena, fino alla frazione di Maras, dove i Nesello erano coloni grazie all’interessamento della famiglia Caldart.
In malga, come ricordato, si producevano formaggio, ricotta, burro e trovavano alloggio una quindicina di mucche, un asino e un toro.
Attività del Centro studi montagna sospirolese
La consegna del premio si è svolta al Centro civico, nell’ambito dell’assemblea sociale che ha visto anche l’approvazione del bilancio dello scorso anno, presentato dal presidente del Csms Michele Schiocchet. L’associazione anche nell’ultimo anno si è distinta per il suo operato sul territorio in diversi impegni, dalla salvaguardia dei sentieri alla manutenzione periodica fino agli interventi nelle scuole, coinvolgendo gli studenti sul tema dell’importanza della cura dei territorio. A seguire un’interessante presentazione a cura del regista Lorenzo Cassol, che ha mostrato come all’interno di molti film, alcuni di notevole importanza culturale, le nostre montagne bellunesi si siano prestate come set e incantevole scenario naturale. Solo per citare alcuni esempi, “Il colonnello Von Ryan” del 1965 con Frank Sinatra, girato sulla linea ferroviaria Belluno-Calalzo, o il premio Oscar “Una piccola storia d’amore” del 1979, che vede la città di Feltre sullo sfondo, fino al più recente “I piccoli maestri” del 1997 con Stefano Accorsi e Giorgio Pasotti, realizzato per molte scene in Valle del Mis.