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La magia dello Sci Alpinismo

in Valbelluna

La magia dello Sci Alpinismo

in Valbelluna

Nevica. I pensieri si intrecciano ai fiocchi che si adagiano silenziosi al suolo e l’immaginazione scivola subito lì: alla quiete delle nostre montagne in inverno, il rumore alternato delle pelli che sfregano sulla neve, il candore del paesaggio montano con la sua veste nuziale, l’aria pungente sul viso mentre gli sci ci riportano a valle.

Stiamo parlando dello sci alpinismo, disciplina invernale sciistica che ha il pregio di unire l’escursionismo e i piaceri della salita con l’adrenalina della discesa e del fuori pista. Uno sport affascinante ma al contempo non privo di rischi, adatto a chi ha una base di sci in pista e una certa esperienza con le escursioni in ambiente montano. Paolo Conz, guida alpina del gruppo Dolomiti Guides, ci racconta come affrontare al meglio questa disciplina.

Come iniziare
«Innanzitutto è necessario prepararsi in modo adeguato tramite corsi specialistici, sia per quanto riguarda la disciplina in sé, sia per la parte di autosoccorso in valanga» esordisce Paolo. Senza le conoscenze adatte, una semplice escursione può diventare molto pericolosa, dalla valanga allo scivolamento poiché non ci sono strutture artificiali a proteggerci come in pista.

Per prepararsi alla prima uscita servono sci, attacchi e scarponi adatti, e naturalmente le pelli di foca, delle bande di tessuto sintetico adesive da un lato che vengono fatte aderire allo sci per non scivolare durante l’ascesa. Oltre a ciò, è obbligatorio avere con sé il kit da autosoccorso in valanga composto da pala, Artva (Apparecchio di ricerca dei travolti in valanga) e sonda. «Quando una persona viene travolta è importante la tempestività» continua Paolo. «Il soccorso organizzato (elicottero in primis) impiega almeno 10/15 minuti per arrivare sul luogo dell’incidente. Per avere una buona probabilità di salvare una vita è bene disseppellire il malcapitato entro 15/20 minuti dall’istante in cui viene travolto, perciò è fondamentale l’autosoccorso».
I luoghi
«La Valbelluna ha il luogo a parer mio più ideale per lo sci alpinismo in Veneto che è l’Alpago» ci spiega la nostra guida. «Non a caso proprio lì si svolge la Transcavallo, una competizione famosa in tutta Italia e persino in Europa. Tra le più belle cime ci sono il Cimon di Palantina, il Cornor, il Guslon, il Crep Nudo e il Col Nudo. Le Dolomiti bellunesi invece sono per pochi, si tratta di uno sci più di ricerca, con tratti in cui portare gli sci a spalla, discese difficili, molto dislivello e condizioni di non semplice interpretazione. Per chi vuole fare una bella sciata in ambienti aperti ci sono il Serva a Belluno e la Vallazza sulle Vette Feltrine, due monti che rispettano i canoni classici di questo sport. Il Nevegal e il Monte Avena offrono invece un terreno ottimo per chi deve allenarsi o per chi desidera fare una sciata nei ritagli di tempo, facilmente raggiungibili, permettono di sciare in sicurezza anche la sera con una buona torcia fontale». E le Dolomiti? «Spettacolari, uno dei posti più belli al mondo dove praticare questa attività, anche se più selettive che altre catene montuose vicine, come i Lagorai».

La neve
«Sciare su neve non battuta richiede esperienza a causa della variabilità del manto nevoso, specialmente in condizioni invernali. Non a caso fino a circa quindici anni fa lo sci alpinismo era uno sport prevalentemente primaverile. Con l’avvicinarsi della bella stagione appare infatti l’agognato “firn”, che si crea quando la parte superficiale della neve al suolo, omogenea e compatta, viene ammorbidita superficialmente dal sole, creando una condizione migliore della pista battuta». La famosa polvere – un tipo di neve fresca che ricorda la farina ed è ottima da sciare – si trova generalmente in periodi più freddi, ma è più subdola per quanto concerne il rischio valanghe. E non mancano le croste di neve estremamente sfidanti anche per i più esperti.

«Una cosa che amo è poter sciare i monti che vedo da casa» conclude Paolo, «anche se la neve non è sempre delle migliori. Scii e sotto di te vedi i paesi senza la neve, con i colori dell’autunno che contrastano con il bianco». La lezione di oggi? L’esperienza non è mai abbastanza per sciare fuori pista.

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