Ecco la Locanda Valmorel. Nella frazione montana ha aperto la struttura ricettiva che, nelle idee della Fondazione Elserino Piol, insieme alla sede di prossima inaugurazione, darà nuova vita allo stabile della vecchia osteria. A prenderne in carico le redini, la famiglia Covre da Godega di Sant’Urbano: Noello e la moglie Lorella Saccon, insieme ai figli Francesca – l’effettiva gestrice – e Andrea. La comunità ha subito risposto presente.
«Nel progetto di ristrutturazione dell’ex osteria, uno dei punti più critici è stato cercare un gestore per la locanda. Il caso ha voluto che incrociassi Noello e la sua famiglia. Tra noi è nata subito una chimica molto forte», premette Andrea Piol, socio fondatore e presidente della Fondazione intitolata al padre. «Inizialmente abbiamo aperto bar e cicchetteria, perché Valmorel aveva bisogno di un locale, visto che “Alle Scole” ha chiuso il 19 gennaio. E a metà maggio il ristorante, mentre a giugno le camere: sei, al piano di sopra, tutte con sauna e terrazza sulle Dolomiti».
«Veniamo da un’esperienza di sei anni al rifugio “Città di Vittorio Veneto” in cima al monte Pizzoc, vicino al bosco del Cansiglio», racconta Noello. «Avendo una figlia di 25 anni e un figlio di 18, ambedue con un loro piano di vita, cercavamo un progetto familiare diverso. Quando Andrea Piol ci ha proposto questa locanda, ci ha fatto subito sentire parte del progetto. Ci ha veramente accolti: con lui ci siamo sentiti vicendevolmente compatibili. E il posto: curato, con una comunità che interagisce in qualsiasi attività, sempre pronta a darti aiuto senza che sia tu a chiamare».
«Andrea Piol ci ha raccontato circa i progetti della Fondazione, dal tema dell’agritech all’idea di utilizzare prodotti tipici e di qualità», rimarca Francesca. «Tutto questo mi ha invogliata a prendere in gestione la locanda. Nonostante avessi deciso di fare tutt’altro: sono biologa nutrizionista. Poi nei prossimi anni mi piacerebbe integrare il mio ruolo professionale all’interno di questa realtà».
Come per tutto lo stabile riqualificato, il progetto è stato curato dall’architetto Manlio Olivotto. «Fin dall’inizio mi ha supportato e ci ha messo del suo. E grazie all’impresa Limana Costruzioni per il lavoro egregio, veloce, nei tempi», rende merito Andrea Piol, sottolineando poi come la locanda voglia mantenere la storia del luogo. Intanto nel layout, a partire dalle travi in legno. «E poi c’è l’aspetto della cucina», interviene Noello; «gradualmente lavoreremo perché nei nostri piatti ci sia il territorio».